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Il baby boss di 14 anni mandato in carcere da sua madre

09 Giugno 2026 - 07:02 Alba Romano
baby boss carcere madre
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Ha violato la permanenza domiciliare disposta dalla procura. Ed ha continuato a fare il bullo
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Un ragazzo di 14 anni è stato denunciato dalla madre per aver evaso la permanenza domiciliare. Ed è finito in un carcere minorile. La storia che racconta oggi La Stampa viene da Torino e riguarda un baby boss che era stato beccato a svuotare estintori contro le automobili nei parcheggi pubblici. Poi aveva insultato un commerciante e picchiato un giovane per derubarlo di cellulare e portafogli. Dopo le denunce per danneggiamento, deturpamento e imbrattamento il ragazzo usciva lo stesso di casa per continuare a fare il bullo.

Il baby boss e la denuncia della madre

A quel punto ha chiamato i carabinieri. Ha fatto portare il figlio nel carcere minorile Ferrante Aporti. Per salvarlo. Il tutto è accaduto a Rivoli. A gennaio lui e altri due ragazzini prendono di mira il parcheggio sotterraneo in pieno centro cittadino. I filmati degli impianti di sorveglianza li immortalano mentre svuotano gli estintori. Anche sulle auto posteggiate. La prima convocazione in caserma con i genitori non intimorisce. A inizio maggio l’episodio del furto al giardino Kranj: «Dammi il borsello». La vittima non ci sta, cerca di scappare, vuole essere solo lasciato in pace. Ma il quattordicenne non sente ragioni: lo colpisce a calci e pugni, lo deruba del cellulare e dei documenti e scappa via.

L’arresto

Quel giorno arriva il primo arresto. E la permanenza domiciliare disposta dalla procura. Il 19 maggio però continua a uscire va a un centro commerciale e se la prende con il titolare di un’edicola: «L’avevo ripreso perché viaggiava in monopattino dentro la galleria e non è la prima volta», dice quest’ultimo. «Mi ha mandato a quel Paese, mi ha detto che non dovevo rompergli i coglioni. Mi ha tirato uno schiaffo e un pugno sul volto». Sporge denuncia: «Sono sempre i soliti ragazzini, alcuni hanno anche dieci o undici anni e fanno i bulli. I genitori dove sono?». La madre di uno di loro chiede aiuto ai militari. E, su disposizione del gip del Tribunale, la misura di suo figlio è stata aggravata: ora non è più a casa con lei, ma in carcere.