Stop a licenziamenti e assunzioni decisi dall’AI, più poteri alla polizia. Cosa prevede il decreto del governo: «Non sarà un Grande Fratello» – Il video

Scuola, lavoro, giustizia, forze di polizia. Copre un po’ tutti gli ambiti della vita quotidiana la normativa organica approvata dal governo in materia di intelligenza artificiale. Oggi, mercoledì 10 giugno, il pacchetto legislativo, che si inserisce nel perimetro dettato dall’AI Act europeo, ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri. A questo punto, dovrà passare al vaglio del parlamento, della conferenza delle regioni e di tutte le authority competenti.
L’AI al servizio della polizia
Una delle novità più rilevanti, e destinate a far discutere, riguarda l’uso dell’AI da parte delle forze dell’ordine. «L’obiettivo è mettere a disposizione delle forze di polizia le funzionalità più avanzate, al fine di migliorare l’efficienza delle loro attività», ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa. Il decreto, ha aggiunto il titolare del Viminale, «stabilisce che l’AI è importante strumento di supporto all’azione di polizia, senza mai sostituire il ruolo e le decisioni umane».
Insomma, ogni utilizzo di software di AI «deve essere sottoposto a una revisione e sorveglianza umana qualificata. Inoltre, deve garantire la tutela dei dati personali e sensibili», perché – ha sottolineato ancora Piantedosi – «l’AI costituisce uno strumento di supporto e non un poliziotto automatizzato. Non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di ‘grande fratello’ generalizzato, è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche». Questi strumenti potranno essere utilizzati dalle forze di polizia sia in fase di prevenzione sia dopo che il reato è stato commesso, ma dovranno sempre chiedere il permesso al procuratore della Repubblica, che a sua volta dovrà avere il via libera dal Gip.
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Sul lavoro niente licenziamenti approvati solo dall’AI
Per quanto riguarda il mondo del lavoro, il decreto legislativo approvato oggi dal governo Meloni introduce il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate. «Non potrà avvenire – ha spiegato la ministra del Lavoro, Marina Calderone – che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come l’assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato». Il provvedimento prevede anche una serie di oneri e obblighi di trasparenza nei confronti dei lavoratori e soprattutto la nullità nel caso di licenziamenti che siano adottati esclusivamente da sistemi di intelligenza artificiale.
Le novità per i processi e il nuovo reato introdotto dal governo
Presente in conferenza stampa anche Carlo Nordio, guardasigilli, che ha spiegato le novità del decreto sull’AI anche sul fronte della giustizia. «Sul fronte processuale specifico che tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip», ha precisato il ministro.
Inoltre, il governo introduce una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di Intelligenza artificiale, quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato. «L’introduzione di questo reato – ha spiegato Nordio – non risponde a una visione ‘panpenalistica’, ma mira a colmare vuoti di tutela che inevitabilmente si creano quando nuove tecnologie fanno il loro ingresso nella società».
Foto copertina: ANSA/Riccardo Antimiani

