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L’effetto su mutui e prestiti con i nuovi tassi della Bce, fisso e variabile: fino a quanto può salire la rata

11 Giugno 2026 - 18:05 Giovanni Ruggiero
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Le simulazioni su prestiti personali, mutui e prodotti per il risparmio come i Btp dopo la decisione della Banca centrale europea di alzare i tassi dopo tre anni. Cosa cambia per chi vuol comprare un'auto o una casa
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La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. Non accadeva da quasi tre anni, visto che l’ultima volta era stato il 14 settembre 2023. La decisione, riferisce il Corriere della Sera, è stata unanime. «La raccomandazione del capo economista e le stime dello staff sono state accolte senza riserve», ha dichiarato la presidente Christine Lagarde in conferenza stampa, aggiungendo che l’istituto «resterà ben posizionato per navigare l’incertezza causata dalla guerra» e che le future decisioni verranno adottate «volta per volta, senza vincolarsi a un percorso predeterminato». Alla base del rialzo ci sono le nuove proiezioni degli esperti dell’Eurosistema: l’inflazione complessiva nell’area euro è attesa al 3% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028, con le stime per il biennio 2026-2027 riviste al rialzo rispetto a marzo, principalmente per via della traiettoria più sostenuta dei prezzi energetici.

Quanto sale la rata del mutuo dopo il rialzo Bce

L’impatto concreto sui mutuatari dipende dall’importo, dalla durata e dalla quota di debito ancora da restituire. Secondo le simulazioni di Facile.it, il rincaro di 25 punti base si traduce in un aumento di circa 16 euro sulla rata mensile di un mutuo variabile standard da 126.000 euro in 25 anni, che arriverebbe così a 606 euro al mese. Calcoli analoghi arrivano da MutuiOnline.it: su un ventennale da 100.000 euro il ritocco sarebbe di circa 12 euro, con la rata che salirebbe a 546 euro. La Fabi, il principale sindacato dei lavoratori bancari, avverte che con questo rialzo i tassi medi sui mutui per l’acquisto di abitazioni, che nel 2025 erano di poco sopra il 3%, rischiano di tornare a superare il 4%, «livello che incide in modo significativo sui bilanci delle famiglie». Per un finanziamento da 200.000 euro l’incremento mensile oscilla tra 118 e 141 euro, mentre su un mutuo da 250.000 euro si può arrivare a 176 euro in più ogni mese, pari a oltre 2.100 euro l’anno.

Tasso fisso o variabile: il vantaggio che si assottiglia

Il tasso fisso resta la scelta dominante tra i nuovi mutuatari italiani, ma la quota di chi opta per il variabile o il misto è salita all’8% delle richieste nei primi mesi del 2026, contro l’1% registrato nello stesso periodo del 2025. Guardando alle migliori offerte di mercato su un campione da 126.000 euro in 25 anni, il variabile parte ancora da TAN intorno al 2,32% con una rata di 554 euro, contro un fisso che oscilla attorno al 3,20% e una rata di 611 euro, quasi 60 euro in più al mese. Ma il vantaggio è destinato a ridursi rapidamente. Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products di MutuiOnline.it, spiega che con un ulteriore rialzo di 25 punti base entro fine anno «la rata media di un variabile da 100.000 euro ventennale salirebbe a 559 euro e il vantaggio sul fisso si ridurrebbe a circa 15 euro al mese, per un risparmio complessivo nell’arco dei 20 anni di circa 3.650 euro». «Per chi privilegia la stabilità – aggiunge Favaro – il tasso fisso può rappresentare oggi una soluzione particolarmente interessante; il variabile continuerà invece a offrire un risparmio, ma più contenuto e con una maggiore esposizione alle future decisioni della Banca Centrale Europea».

Cosa succede a BTP, prestiti personali e acquisti rateizzati

I titoli di Stato a breve termine avevano già incorporato il rialzo nelle settimane precedenti, con i BTP con scadenza 2027 e 2028 che hanno visto crescere i rendimenti di circa 15-20 punti negli ultimi due mesi, attestandosi rispettivamente al 2,66% e al 2,91% lordo. I titoli a 10 anni restano invece più ancorati alle aspettative di lungo periodo: l’11 giugno il rendimento del BTP decennale era al 3,83%, sostanzialmente invariato. Anche i prestiti personali avevano anticipato la mossa della Bce: un’analisi di Facile.it su un campione di 40.000 richieste mostra che il tasso praticato alla clientela è salito dal 7,5% al 7,8% già tra aprile e maggio 2026. Sui finanziamenti al consumo, la Fabi calcola che un’auto da 20.000 euro rateizzata in sei anni arriva a costare complessivamente 26.136 euro, con oltre 6.100 euro di interessi e una rata mensile di 363 euro, vale a dire quasi un terzo in più rispetto al prezzo di listino.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay