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Luca Parmitano: «In volo per portare l’Italia a un passo dalla luna»

11 Giugno 2026 - 08:39 Alba Romano
luca parmitano artemis iii luna
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«È un sogno che si realizza, l'idea di avere un progetto che parte da zero è un'esperienza che definisco un privilegio. Per questo sento la responsabilità di restituire quanto più possibile»
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«Dal punto di vista emotivo, signore e signori, non ci sono parole per esprimere a fondo questo momento, è un sogno che si realizza, l’idea di avere un progetto che parte da zero è un’esperienza che definisco un privilegio. Per questo sento la responsabilità di restituire quanto più possibile». Lo afferma, in un’intervista a Il Messaggero, l’astronauta Luca Parmitano, scelto dalla Nasa come pilota della missione Artemis III.

Luca Parmitano e Artemis III

«Sono estremamente onorato per il ruolo assegnato, che approccio con estrema umiltà. Vivo da più di 20 anni all’estero, per motivi professionali ma non ho mai smesso di essere italiano, di portare la bandiera italiana sulla spalla sinistra, non ho mai dimenticato le mie origini, continuo ad avere un senso di responsabilità e gratitudine per un Paese che mi ha cresciuto, educato e per le opportunità professionali che mi ha dato l’Italia e che altri paesi europei ci invidiano. Nulla di tutto questo sarebbe successo senza il ruolo di ponte dell’Agenzia spaziale europea».

La scienza per tutti

«Vogliamo essere partecipi con il nostro supporto ai nostri alleati per accompagnarli in questo viaggio. Portando i nostri valori, perché noi europei abbiamo una storia di collaborazione, cooperazione, di scienza per tutti, miglioramento delle condizioni della vita sulla Terra» conclude Parmitano. AstroLuca inizia l’addestramento con «una pagina bianca tutta da scrivere». Si comincia al Johnson Space Center con il simulatore della navetta Orion: «Dovremo acquisire tutte le competenze sull’astronave, in particolare per il comandante Randy Bresnik e per me come pilota. Mentre negli ultimi anni Randy ha avuto l’opportunità di partecipare allo sviluppo di Orion, per quanto mi riguarda si comincia da zero ed è quasi incredibile che, proprio come pilota, sarò responsabile dello sviluppo di molte delle procedure più complesse, ossia dell’avvicinamento, dell’aggancio e del distacco con due macchine diverse e con un’astronave che ancora non conosco».

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