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Il nuovo testimonial degli energy drink? Gesù Cristo. Così negli USA spopola la moda delle bevande religiose

14 Giugno 2026 - 14:50 Olga Colombano
Una nuova generazione di imprenditori americani usa il cristianesimo per vendere bevande energetiche e costruire community
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Negli ultimi anni gli energy drink sono diventati il terreno di conquista preferito di influencer e celebrità. Kim Kardashian ha co-fondato UPDATE, Logan Paul e KSI hanno trasformato Prime in un fenomeno globale, mentre in Italia Gianluca Vacchi ha lanciato Gold Exclusive Drink 24K e Tony Effe ha firmato il suo Go Tony. Il motivo è semplice: le bevande sono prodotti relativamente redditizi, a basso rischio e perfetti per essere promossi sui social. Così, dopo attori, sportivi e creator, il mercato sembra aver trovato un nuovo testimonial: quello della religione cristiana. E in alcuni casi sulle lattine compare direttamente il volto di Gesù.

L’evangelizzazione in lattina

Uno dei casi più noti è Agape Energy, il cui nome richiama il termine greco che indica l’amore universale e disinteressato. Il loro motto, riportato ovunque sul loro sito è: «Making Jesus Impossible to Ignore!», ovvero «Rendendo Gesù impossibile da ignorare!». Su ogni lattina compare un versetto della Bibbia insieme a un QR code che permette di approfondirne il significato. Anche il packaging è progettato per essere condiviso e regalato, trasformando la confezione in uno strumento di evangelizzazione oltre che di marketing.

Tra gli esempi più noti c’è Yahweh Energy. Le sue lattine mostrano un volto stilizzato di Gesù con la corona di spine, accompagnato da riferimenti biblici e slogan religiosi. L’azienda si presenta come qualcosa di più di una semplice bevanda energetica, ma una missione per condividere il Vangelo «una lattina alla volta». Secondo i fondatori, l’idea nasce dalla convinzione che troppe persone non abbiano ancora ricevuto il messaggio cristiano, da qui la scelta di utilizzare un prodotto di largo consumo come veicolo per l’evangelizzazione.

Sempre più energy drink cristiani

Non tutti i marchi scelgono però un approccio così esplicito. 4gvn, abbreviazione di «forgiven», che in inglese vuol dire perdonato, preferisce un’estetica che ricorda più il mondo delle startup e dei social media che quello delle immagini sacre. Sulle lattine non compare Gesù, ma i riferimenti religiosi rimangono evidenti attraverso nomi come Gospel Gummy. Accanto a 4gvn ci sono marchi come Praise Energy, la cui mascotte è Zion the Lion, un leone dei cartoni animati con una maglietta. L’obiettivo dichiarato è proporre un’alternativa cristiana agli energy drink tradizionali utilizzando però i codici comunicativi tipici degli energy drink.

Founder sempre più giovani

Un’altra caratteristica che accomuna quasi tutte queste aziende è la giovane età dei fondatori. Molti raccontano di aver consumato energy drink per studiare o affrontare lunghi turni di lavoro, senza però identificarsi nell’immaginario aggressivo o trasgressivo spesso associato al settore. Da qui la decisione di creare prodotti che non fossero soltanto compatibili con la propria fede, ma che la mettessero apertamente al centro della comunicazione.

Il marketing della purezza

Oltre alla religione, questi marchi condividono un’altra parola chiave: la purezza. Le campagne pubblicitarie insistono quasi sempre su ingredienti naturali, pochi zuccheri, formule clean e uno stile di vita più sano rispetto a quello associato agli energy drink tradizionali. La fede diventa così un elemento di una strategia più ampia che unisce benessere, autenticità e consumo consapevole. Non a caso diversi fondatori raccontano di aver creato questi prodotti proprio perché ritenevano che il mercato fosse dominato da marchi e messaggi lontani dai propri valori. In questo senso il cristianesimo non viene venduto soltanto come fede, ma come parte di uno stile di vita.

Gesù vende?

I prezzi, però, non sono particolarmente evangelici. Agape viene venduta a circa 40 dollari per una confezione da 20 lattine, pari a oltre 2 dollari per una singola lattina da 355 millilitri. La Yahweh invece costa circa 3 dollari a lattina. Il fenomeno si inserisce in un mercato enorme che secondo le stime di settore, quello delle bevande analcoliche negli Stati Uniti, vale centinaia di miliardi di dollari. Una torta sufficientemente grande da attirare non solo influencer e celebrity, ma anche imprenditori convinti che la fede possa rappresentare una nuova nicchia di mercato. Il dubbio, però, resta, come evidenzia il Guardian, se questi marchi stiano davvero contribuendo a diffondere il cristianesimo o stanno semplicemente sfruttando una delle figure più riconoscibili del pianeta per costruire un brand? Dopotutto Gesù possiede già una notorietà praticamente universale. E, a differenza di Topolino, non ha un ufficio legale che ne protegga l’immagine.

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