Ultime notizie Delitto di GarlascoDonald TrumpG7Giorgia MeloniMondiali 2026
ATTUALITÀVaticano

È morto il cardinale Ruini. Addio allo stratega che ha guidato la Chiesa e la politica italiana

16 Giugno 2026 - 22:17 Stefania Carboni
cardinale ruini
cardinale ruini
Aveva 95 anni. Dal referendum sulla legge 40 ai Dico: la sua linea che ha segnato un'epoca
Google Preferred Site

Il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza episcopale italiana, è morto. Il porporato aveva 95 anni. Ruini è stato il grande “regista” della Chiesa italiana a cavallo tra la fine della Prima Repubblica e gli anni Duemila. Teologo emiliano di ferro, nato a Sassuolo nel 1931, Ruini è stato per sedici anni (dal 1991 al 2007) il potentissimo presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e Vicario del Papa per la diocesi di Roma, diventando uno dei principali consiglieri di Giovanni Paolo II e, successivamente, di Benedetto XVI.

La strategia del “Ruinità”

Più che un semplice leader spirituale, Ruini è stato un fine stratega politico e culturale. Con la scomparsa della Democrazia Cristiana, ha teorizzato e applicato il cosiddetto “progetto culturale”: la Chiesa non doveva più appoggiarsi a un unico partito, ma doveva farsi valere nella società sui temi etici, considerati “non negoziabili”.

Il culmine di questa strategia si è visto in due momenti chiave:

  • Il referendum sulla fecondazione assistita (2005): Ruini firmò una storica e discussa campagna per l’astensione, che fece fallire il quorum del referendum, blindando la legge 40.
  • Il Family Day (2007): Fu l’ideatore e il motore della grande mobilitazione in difesa della famiglia tradizionale, bloccando di fatto i Dico (il primo tentativo di unioni civili in Italia).

Lo stile e il pensiero

Uomo di rigorosa intelligenza, capace di dialogare con la politica sia di centrodestra che di centrosinistra, ha sempre rivendicato l’orgoglio cattolico nello spazio pubblico. La sua linea di fermezza dogmatica ha tracciato un’epoca (memorabile il suo “no” ai funerali religiosi per Piergiorgio Welby sul tema del fine vita), attirando critiche dai settori più progressisti ma cementando il peso politico dei vescovi in Italia.

Il cardinale Ruini si è spento a Roma il 16 giugno 2026 all’età di 95 anni. Fino all’ultimo, nonostante i problemi di salute che lo costringevano da tempo sulla sedia a rotelle, ha mantenuto una lucidità intellettuale affilata, continuando a commentare la complessa transizione culturale e spirituale dell’Italia contemporanea.

Gli ultimi anni

In una recente intervista al Corriere della Sera, spiegava la sua personale ricetta per la longevità: «Non saprei. Forse, in ordine di importanza crescente: una vita ordinata; il Dna di ciascuno; la misura del dono di Dio». «Seguo più o meno una dieta mediterranea: pasta, verdure, carne, frutta; niente di particolare. Bevo acqua. E faccio da molti anni tanta fisioterapia», dichiarò al tempo. Il suo primo ricordo, raccontò al Corriere, era «un prato in collina, e la mia palla che ruzzolando finisce contro un filo spinato e si buca. Era l’estate del 1934, avevo tre anni».