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Tutti assolti nel primo processo dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano

16 Giugno 2026 - 10:47 Alessandro D’Amato
inchiesta urbanistica milano sentenza assoluzione
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La sentenza del tribunale: il fatto non costituisce reato. Le contestazioni andavano dall'abuso edilizio alla lottizzazione abusiva
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Tutti assolti perché il fatto non costituisce reato. È la decisione del tribunale di Milano sugli 8 imputati per abuso edilizio e lottizzazione abusiva nella prima sentenza arrivata dopo una delle tante indagini aperte dalla procura di Milano sulla gestione urbanistica, ovvero il caso del grattacielo Torre Milano di via Stresa. Lo ha deciso la giudice Paola Braggion della settima sezione penale. La pm Marina Petruzzella aveva chiesto 8 condanne e anche la confisca della Torre. Alla lettura della sentenza un applauso si è alzato in aula da parte di alcuni imputati presenti.

La sentenza

Si tratta della prima sentenza dopo una delle tante indagini aperte, da ormai quasi quattro anni, dalla procura di Milano sulla gestione urbanistica e su presunti abusi edilizi. Inchieste che, poi, in alcuni casi sono arrivate a contestare anche ipotesi di corruzione. I reati contestati erano abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Erano stati chiesti 2 anni e 4 mesi di arresto e 50mila euro di ammenda per Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio, nel marzo 2025 anche arrestato per un altro filone sulla corruzione e imputato in diversi procedimenti. Stesse richieste di condanne avanzate per gli imprenditori-costruttori Stefano e Carlo Rusconi.

L’accusa

La pm aveva chiesto, poi, per quei due reati contravvenzionali le pene più alte di 2 anni e 4 mesi di arresto e 50mila euro di ammenda anche per altri due imputati, ossia Franco Zinna, ex dirigente della Direzione urbanistica milanese, e Gianni Maria Beretta, architetto e progettista. Erano stati chiesti due anni di arresto e 30mila euro di ammenda per Francesco Mario Carrillo e Maria Chiara Femminis e un anno di arresto e 16mila euro di ammenda per Pietro Ghelfi, tre ex funzionari dello Sportello unico edilizia.

L’assoluzione con formula piena

Tutti e otto gli imputati sono stati assolti con formula piena. Le motivazioni arriveranno tra 90 giorni. l Comune, parte offesa per i pm, non si era costituito parte civile. Secondo le indagini e l’accusa, per costruire quella Torre di oltre 80 metri e 24 piani, come in altri casi, era stata usata una Scia con atto d’obbligo, ossia un’autocertificazione, invece che un piano attuativo con convenzione urbanistica, che avrebbe preso in considerazione gli annessi servizi da garantire nell’area. Secondo i pm, una nuova costruzione era stata spacciata per una ristrutturazione. Ipotesi che riguarda tanti altri procedimenti e che è stata spazzata via da questo primo verdetto.

La buona fede

Gli imputati del processo ‘Torre Milano’ sono stati assolti perché hanno agito in buona fede. A fronte di una giurisprudenza sul concetto di ristrutturazione che è cambiata negli anni. Lo spiega in una nota il presidente del Tribunale Fabio Roia. «Manca l’elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo, atteso che solo negli ultimi anni la giurisprudenza penale, quella amministrativa e finanche le pronunce della Corte Costituzionale più recenti hanno offerto diverse interpretazioni del concetto di ristrutturazione», scrive Roia.