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Crollo palazzina nel rione Pistunina a Messina: chi sono i sei dispersi

31 Luglio 2026 - 07:02 Alessandro D’Amato
palazzina crollata messina dispersi cause cedimento
palazzina crollata messina dispersi cause cedimento
L'appelllo della figlia di Rosa Leone sui cellulari. Secondo i vigili è più probabile un cedimento strutturale rispetto a un'esplosione
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«Dalle testimonianze acquisite possiamo escludere la presenza di altre persone. Abbiamo avuto notizie indirette degli operai feriti che hanno riferito che non ci sarebbero altre persone». Così, nella notte, il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio, che coordina le ricerche sul crollo della palazzina crollata nel rione Pistunina. Sono sei i dispersi del crollo: l’imprenditore Carmelo Leone, le sorelle Sara e Rosa Leone, il marito di quest’ultima, Santino Magazzù, e un domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. Dispersa anche la commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano, la messinese Alessandra Frazzica.

Il crollo della palazzina a Messina

Clelia Magazzù, la figlia di due delle sei persone disperse in seguito al crollo dell’edificio del rione Pistunina, ha lanciato un appello sui social media: «Sono la figlia di Rosa Leone mamma e papà sono ancora dispersi. Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, servono per le ricerche». Utilizzando i cellulari i vigili del fuoco stanno provando a risalire alla posizione dei dispersi sotto le macerie. «Ancora è prematura parlare delle cause del crollo. È un crollo molto grave, questo ci induce ad approfondire, prima di fare qualsiasi ipotesi, rispetto alle due ipotesi: un cedimento strutturale o una esplosione che ha prodotto il cedimento», ha fatto sapere Burgio. «Sulla esplosione c’è un margine di incertezza», ha aggiunto.

L’edificio, il crollo, il tremore

L’edificio crollato è una costruzione della fine degli anni Ottanta di proprietà della famiglia Leone che per molto tempo ha avuto un negozio di elettrodomestici. Quattro piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno. L’immobile era composto da un seminterrato destinato a magazzini, un piano terra affittato alla macelleria Panerello in fase di ristrutturazione. Il primo piano era occupato da un grande negozio gestito da cinesi. Sopra c’erano gli appartamenti dei proprietari dell’edificio e una terrazza. Il crollo sarebbe stato preceduto da un tremore: circostanza che escluderebbe l’esplosione. Più probabilmente si è trattato di un cedimento strutturale. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza quel che resta della palazzina e spento un principio di incendio scoppiato dopo il crollo e continuano a scavare seguendo le indicazioni fornite dalle piantine del palazzo. A coadiuvarli Usar, cinofili, droni e unità Saf.

Le testimonianze

«Quando ero già a circa 400 metri di distanza ho visto alzarsi una grande nuvola bianca di fumo. Non ho sentito alcun boato, ma ho capito subito che era successo qualcosa di grave», ha detto mentre era ancora sotto choc una delle clienti di una delle attività commerciali del palazzo. La donna, parlando con Gazzettadelsudonline, ha affermato di «sentirsi una miracolata: ero in quel negozio appena due minuti prima dell’incidente», quando è crollato tutto. «Ero da Viola e con me c’erano almeno una ventina di persone all’interno del negozio, tutte impegnate a fare acquisti». Prima di uscire dal negozio aveva anche scambiato alcune parole con la titolare dell’attività. «Stavamo parlando delle vacanze che avrebbero dovuto fare a breve. Ripensandoci adesso, mi vengono i brividi».

La palazzina nel rione Pistunina

Sakira, originaria dello Sri Lanka, che non riesce più a mettersi in contatto con il fratello. «È tra i dispersi. È andato a lavorare alle 15 e fino ad ora non lo abbiamo più visto. Con lui c’erano altre persone: lo chiamo ma non risponde». Nel palazzo c’erano anche delle abitazioni e anche da lì c’è chi non risponde più al telefono.

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