«Nessun allarme… ci dicevano loro di andare in spiaggia», l’accusa dei sopravvissuti all’incendio a Santo Domingo: la fuga fatale per un’italiana – Il video
Una donna italiana, Francesca Valentino, ha perso la vita nell’incendio che ha devastato un resort della zona di Bayahibe, nella Repubblica Dominicana. E intanto montano le prime polemiche sui problemi di sicurezza che avrebbe avuto la struttura. Con l’arrivo dei primi italiani tornati a Roma, iniziano a emergere le prime denunce: «Non è scattato alcun allarme», ha detto all’Ansa Gabriele Russo, tarantino. Ancora più grave l’accusa di un turista italiano intervistato da Rainews, secondo cui sarebbero stati gli stessi dipendenti dell’hotel a indicare a tutti di andare in spiaggia per mettersi al riparto. Il decesso della donna stato confermato all’ambasciatore d’Italia direttamente dalle autorità di Santo Domingo, mentre la Farnesina conferma che la donna di 46 anni è rimasta coinvolta nell’evacuazione della struttura mentre stavano divampando le fiamme.
Cosa è successo: la fuga in spiaggia e il monossido di carbonio
Stando alla ricostruzione diffusa dal ministero degli Esteri, la vittima era riuscita a uscire dalla sua stanza insieme agli altri ospiti dell’albergo e si era rifugiata sulla spiaggia, dove sembrava lontana dal pericolo. Proprio lì però è stata investita da un’ondata di fumo arrivata dal punto in cui l’incendio era ancora attivo. La donna ha avuto una crisi respiratoria, ha perso conoscenza dopo aver inalato monossido di carbonio ed è stata trasportata d’urgenza in ospedale a bordo di un’auto privata, dove però non c’è stato nulla da fare.
June 19, 2026
Il racconto dei primi testimoni
«Erano circa le 10.45 quando è scoppiato l’incendio. Non è scattato alcun allarme. Ci siamo aiutati tra di noi». A parlare è Gabriele Russo, turista di Taranto che si trovava nella Repubblica Dominicana insieme a un gruppo di amici quando il rogo ha travolto la struttura, costando la vita a una donna di 46 anni originaria del Casertano. Russo, già rientrato in Italia, ricostruisce minuti concitati e una gestione dell’emergenza che, a suo dire, ha lasciato gli ospiti senza riferimenti: «Abbiamo bussato alle porte dei vari bungalow per avvertire gli altri e farli uscire», racconta, spiegando che il gruppo si è poi diretto in spiaggia. «Non c’era un vero e proprio piano di evacuazione. Pertanto nessuno di noi riusciva a capire in quel momento dove dovesse andare per mettersi in salvo». Sulle cause, il testimone non si sbilancia: «Non sappiamo cosa abbia provocato l’incendio».
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Russo prosegue affermando che «da quel che ci risulta, il rogo sarebbe scoppiato nell’area che ospita la mensa, che ha solo due vie di fuga. Il vento ha fatto poi in modo tale che anche gli altri bungalow, avendo il tetto in paglia, si incendiassero. Si è trattato quindi di una reazione a catena. Per fortuna il giorno prima, visto che saremmo dovuti partire l’indomani, avevamo preparato le valigie e così le abbiamo prese e portate con noi in spiaggia. Altri, meno fortunati di noi, hanno perso tutto: bagagli e documenti». Per un altro connazionale rientrato in queste ore a Roma si è trattato «di una bruttissima esperienza. C’era tanto fumo. Seguendo altri turisti, mi sono ritrovato in un parcheggio. Da lì ci hanno poi accompagnato direttamente in aeroporto facendoci anticipare il viaggio di ritorno in Italia. A me, tutto sommato, è andata anche bene ma so che altri hanno perso tutto e c’è stato anche chi ha perso la vita».
Cosa ha innescato il rogo nell’hotel: boati e bombole di gas
Una ricostruzione più dettagliata arriva da un altro ospite della struttura, intervistato da Rainews, che dopo le prime fiamme avrebbe sentito una serie di boati. A esplodere sarebbero state alcune bombole di gas investite dal fuoco, partito secondo questa versione dal teatro dell’hotel mentre erano in corso le prove di uno spettacolo. All’origine ci sarebbe un cortocircuito. Lo stesso testimone, ai microfoni della Rai, muove un’accusa pesante alla gestione dell’emergenza: a indicare la spiaggia come via di fuga sarebbero stati direttamente i dipendenti del resort. Proprio lì ha perso la vita la 46enne casertana, raggiunta dal fumo e uccisa dal monossido di carbonio.
L’intervento della Farnesina e il volo di rientro per Verona
Sul posto si trovano l’ambasciatore Sergio Maffettone e i funzionari della rappresentanza diplomatica italiana, che in ospedale hanno incontrato il marito di Valentino e gli stanno offrendo assistenza insieme ai responsabili del resort. Il Corriere riferisce che per oggi 20 giugno è già in programma un primo volo di rientro con destinazione Verona per 130 italiani, mentre l’ambasciata ha attivato un’unità di emergenza dedicata al rilascio di documenti di viaggio per chi ha perso il passaporto fra le fiamme.
June 20, 2026
Intanto il governo dominicano ha mandato sul luogo del disastro il capo della protezione civile e due ministri, con riunioni operative già avviate insieme alla diplomazia italiana e ai gestori della struttura. Al momento, segnala la Farnesina, non risultano altre vittime direttamente o indirettamente collegate al rogo, ma le verifiche sulle condizioni degli altri italiani in zona sono ancora in corso.

