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JD Vance vola in Svizzera, domenica i “colloqui tecnici” Usa-Iran: «Sul tavolo Libano e nucleare». L’ultima lite su Hormuz

20 Giugno 2026 - 23:25 Diego Messini
A Burgenstock i primi negoziati diretti Usa-Iran dopo la firma del memorandum di tregua. Ancora scintille Israele-Hezbollah
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L’Iran ha annunciato sabato pomeriggio di aver chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo, motivando la decisione con presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Stati Uniti e Israele. «Abbiamo adottato questa misura a causa del chiaro mancato rispetto da parte degli Stati Uniti degli impegni assunti – previsti nel primo articolo del Memorandum d’intesa Iran-Usa – nonché della continua violazione del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel Libano meridionale, dell’uccisione spietata e dello sfollamento di centinaia di libanesi e anche in considerazione del fatto che le forze del regime occupante sionista non si sono ritirate dal Libano meridionale», ha dichiarato il comando centrale dell’esercito iraniano, minacciando «ulteriori misure» in casi di nuove violazioni.

Hezbollah-Israele: che succede in Libano

Nella notte e nella mattinata di sabato Israele ha condotto una serie di attacchi aerei su aree del sud e dell’est del Libano in risposta a quelle che ha indicato come violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. La milizia sciita avrebbe sparato circa 50 proiettili ai soldati israeliani in diversi episodi. L’Idf ha definito gli attacchi inaccettabili e dice di aver preso di mira depositi di armi, centri di comando e lanciatori di razzi. Negli attacchi sarebbero morte secondo fonti libanesi 27 persone, 26 quelle rimaste ferite. Dopo probabili pressioni Usa, la situazione sembra però al momento essere tornata sotto controllo. «Su indicazione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, e in coordinamento con gli Stati Uniti, l’Idf ha ricevuto l’ordine di cessare il fuoco in Libano», riferisce a metà pomeriggio il Canale 12 israeliano. D’altra parte i comandi militari Usa contestano l’annuncio di chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo sapere che il passaggio sicuro delle navi è proseguito «intatto, con il transito 55 mercantili che trasportano grandi quantità di merci e e oltre 17 milioni di barili di petrolio».

Colloqui Usa-Iran domenica in Svizzera

Gli scontri di oggi non sembrano dunque per il momento pregiudicare il dialogo Usa-Iran, che dopo la firma del Memorandum di 14 punti di tregua deve proseguire per definire entro i prossimi 60 giorni un vero accordo strutturale. Delegazioni dei due Paesi si incontreranno per intavolare queste discussioni domenica in Svizzera. Il Pakistan, mediatore chiave tra le due parti, parla di «colloqui di livello tecnico» nella giornata di domani a Burgenstock, la località scelta inizialmente per ospitare la firma dell’accordo, poi siglata a distanza dai rispettivi presidenti, Donald Trump e Mashoud Pezeshkian. A negoziare per gli Usa, oltre agli inviati di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff, già arrivati in Svizzera, ci sarà anche il vicepresidente Usa JD Vance, partito sabato sera da Washington. «Spero faremo progressi in particolare sul nucleare e sul Libano, queste sono le due cose su cui penso ci concentreremo», ha anticipato Vance ai cronisti prima di salire in aereo, precisando che non si fermerà in Svizzera più di «un giorno o due». Dall’altra parte del tavolo la delegazione iraniana sarà guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf. Il team di Teheran è arrivato sabato sera in Svizzera, secondo quanto riferito dallo stesso governo elvetico.

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