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Alex Schwazer ci ricasca, positivo al doping per la terza volta. Le tracce di Epo nel sangue e nelle urine dopo il record: cosa rischia ora

22 Giugno 2026 - 13:34 Cecilia Dardana
alex Schwazer
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Il marciatore azzurro, 41 anni, è stato fermato dopo lo straordinario tempo ottenuto ai campionati in Germania lo scorso 27 aprile. Sostanza rilevata sia nel sangue sia nelle urine
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Un nuovo, clamoroso terremoto travolge per la terza volta la carriera di Alex Schwazer. Il marciatore azzurro, oggi 41enne, è risultato nuovamente positivo a un controllo antidoping. L’ufficializzazione di una notizia che era già nell’aria da 24 ore, è arrivata nella tarda mattinata di oggi, lunedì 22 giugno, tramite un comunicato ufficiale della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania, che ha avviato un procedimento nei confronti dell’atleta altoatesino, sospendendolo in via cautelare.

Le tracce nel sangue e nelle urine dopo il record

Secondo quanto reso noto dall’agenzia tedesca, a Schwazer sono state rilevate tracce di Eritropoietina (Epo) «sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue». I test sono stati effettuati a seguito dei controlli post gara dello scorso 27 aprile, in occasione dei campionati tedeschi di marcia sulla distanza di maratona. In quella competizione il campione olimpico di Pechino 2008, rientrato in pista dopo otto anni di squalifica a luglio 2024, non in tempo per partecipare alle Olimpiadi di Parigi, aveva letteralmente sbaragliato gli avversari, vincendo la gara in poco più di tre ore e siglando di gran lunga il miglior tempo italiano di sempre. Una prestazione monstre che, alla luce dei risultati dei laboratori, finisce ora sotto una pesante ombra.

Il rischio della radiazione e le conseguenze penali

Per il marciatore di Vipiteno si tratta della terza positività in carriera, un caso più unico che raro nel panorama sportivo internazionale. Dopo l’oro del 2008, Schwazer era stato fermato una prima volta per Epo nel 2012 (poco prima dei Giochi di Londra) e una seconda volta nel 2016 per steroidi, in una vicenda quest’ultima da sempre definita super controversa e al centro di una dura battaglia legale.

Questa volta, in caso di nuova condanna, la radiazione a vita dal mondo dello sport è praticamente certa. Ma i guai per il marciatore potrebbero andare ben oltre la squalifica dei campi di gara: la Nada ha infatti comunicato di aver già trasmesso tutta la documentazione alla magistratura ordinaria tedesca poiché in Germania, esattamente come in Italia, il doping costituisce un reato penale che prevede pene pesanti.

Convocata conferenza stampa

La reazione dell’entourage dell’atleta non si è fatta attendere. Prima ancora che la notizia della positività venisse resa nota al pubblico, la storica manager di Schwazer, Giulia Mancini, ha convocato una conferenza stampa online d’urgenza per le ore 16:00 di oggi sulla piattaforma Zoom. L’incontro con i giornalisti è stato preannunciato come «importante», ma lo staff ha mantenuto finora il totale riserbo sui contenuti e sulla linea che il marciatore deciderà di adottare di fronte a questa nuova, pesantissima accusa.

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