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Alex Schwazer positivo al doping per la terza volta. Le tracce di Epo nel sangue e nelle urine: «Sono innocente, ma stavolta non mi difendo»

Alex Schwazer doping
Alex Schwazer doping
Il marciatore azzurro, 41 anni, è stato fermato dopo lo straordinario tempo ottenuto ai campionati in Germania lo scorso 27 aprile. «Possono fare quello che vogliono, ma non mi importa più nulla»
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«Sono innocente, ma stavolta non mi difendo». Con queste parole Alex Schwazer commenta la sua positività al controllo antidoping. Il marciatore azzurro, oggi 41enne, è risultato infatti nuovamente positivo a un controllo antidoping. Si tratta della terza volta in carriera. L’ufficializzazione di una notizia che era già nell’aria da 24 ore, è arrivata nella tarda mattinata di oggi, lunedì 22 giugno, tramite un comunicato ufficiale della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania, che ha avviato un procedimento nei confronti dell’atleta altoatesino, sospendendolo in via cautelare.

«Sono innocente ma stavolta non mi difendo»

«Sono innocente. Non ho assunto Epo né altre sostanze vietate. Stavolta non mi difenderò più perché non ho la forza nè l’energia per farlo. Se penso a tutte le battaglie che abbiamo fatto dopo Rio, con perizie, udienze e ricorsi, non ce la faccio più al pensiero di dover riaffrontare un percorso di questo tipo.Ho 41 anni. Possono fare quello che vogliono, ma non mi importa più nulla perché è troppo importante la mia vita. Ho la coscienza a posto, sono un innocente che è fortunato nella vita. L’unica cosa che chiedo è la controanalisi, a patto che venga analizzata anche una parte di urina del controllo stesso che Sandro (Donati, ex allenatore di Schwazer, ndr) si è portato a casa. Se non mi venisse concessa, rinuncio anche a quella», così Alex Schwazer durante la conferenza stampa all’Hotel Laurin di Bolzano.

Le tracce nel sangue e nelle urine dopo il record

Secondo quanto reso noto dall’agenzia tedesca, a Schwazer sono state rilevate tracce di Eritropoietina (Epo) «sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue». I test sono stati effettuati a seguito dei controlli post gara dello scorso 27 aprile, in occasione dei campionati tedeschi di marcia sulla distanza di maratona. In quella competizione il campione olimpico di Pechino 2008, rientrato in pista dopo otto anni di squalifica a luglio 2024, non in tempo per partecipare alle Olimpiadi di Parigi, aveva letteralmente sbaragliato gli avversari, vincendo la gara in poco più di tre ore e siglando di gran lunga il miglior tempo italiano di sempre. Una prestazione monstre che, alla luce dei risultati dei laboratori, finisce ora sotto una pesante ombra.

Il rischio della radiazione e le conseguenze penali

Per il marciatore di Vipiteno si tratta della terza positività in carriera, un caso più unico che raro nel panorama sportivo internazionale. Dopo l’oro del 2008, Schwazer era stato fermato una prima volta per Epo nel 2012 (poco prima dei Giochi di Londra) e una seconda volta nel 2016 per steroidi, in una vicenda quest’ultima da sempre definita super controversa e al centro di una dura battaglia legale.

Questa volta, in caso di nuova condanna, la radiazione a vita dal mondo dello sport è praticamente certa. Ma i guai per il marciatore potrebbero andare ben oltre la squalifica dei campi di gara: la Nada ha infatti comunicato di aver già trasmesso tutta la documentazione alla magistratura ordinaria tedesca poiché in Germania, esattamente come in Italia, il doping costituisce un reato penale che prevede pene pesanti.

Convocata conferenza stampa

La reazione dell’entourage dell’atleta non si è fatta attendere. Prima ancora che la notizia della positività venisse resa nota al pubblico, la storica manager di Schwazer, Giulia Mancini, ha convocato una conferenza stampa online d’urgenza per le ore 16:00 di oggi sulla piattaforma Zoom. L’incontro con i giornalisti è stato preannunciato come «importante», ma lo staff ha mantenuto finora il totale riserbo sui contenuti e sulla linea che il marciatore deciderà di adottare di fronte a questa nuova, pesantissima accusa.

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