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La lite tra le figlie di Emilio Fede per l’eredità del padre: «Manca un milione e mezzo»

22 Giugno 2026 - 07:12 Alba Romano
simona fede emilio fede sveva fede eredità
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Il contenzioso riguarda ville ad Anicapri e fabbricati nel golfo di Napoli. Il Gip deve decidere sull'archiviazione chiesta dal pm
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Emilio Fede è morto nel settembre 2025, la moglie Diana De Feo era deceduta nel 2021. E da allora le figlie Simona e Sveva Fede litigano per l’eredità. Oggi con l’ombra di un infedele patrocino. Di cui è accusato l’avvocato testamentario, garante del patrimonio del direttore del Tg4 ed ex giornalista Rai e Mediaset. Tra gli immobili oggetto dell’eredità ci sono ville ad Anacapri e fabbricati monumentali nel Golfo di Napoli. Oltre ad altre costruzioni ai Castelli romani. E poi ancora: gioielli (incluse, probabilmente, le leggendarie perle di Diana De Feo, suo marchio di fabbrica) e liquidità sparsa su diversi conti correnti. Simona aveva anche mancato il funerale del padre in polemica con Sveva.

La lite tra Simona e Sveva Fede

Ad attaccare è proprio Simona. Secondo la quale manca un milione e mezzo di euro dall’eredità. Mentre il trasferimento della quota paterna dell’eredità nella fondazione Emilio Fede che controlla la proprietà della villa nel Golfo di Napoli ha generato una denuncia di fronte all’autorità giudiziaria. Il Corriere della Sera spiega che secondo Simona sua madre Diana aveva destinato metà della proprietà dello storico edificio proprio a lei. E non già alla sorella, Sveva. Che pure ribatte: «Tutto perfettamente in regola». La denuncia di Simona ipotizza l’appopriazione indebita e la circonvenzione di incapace.

I dubbi della procura

Ma la Procura ha una serie di dubbi che mette nero su bianco: «Emerge che quest’ultima (De Feo, ndr) il giorno del testamento era capace di intendere e di volere e ha redatto di suo pugno la scheda testamentaria. Alla luce di quanto sopra esposto gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari compiute non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna». Ma il legale Daniele Bocciolini ha firmato una consulenza dalla quale emergono «operazioni opache meritevoli di approfondimento». Il giudice delle indagini preliminari valuterà l’opposizione all’archiviazione. «Abbiamo presentato denuncia e ulteriori integrazioni indicando circostanze precise che hanno, a nostro giudizio, rilevanza penale. Depositeremo in questi giorni l’atto di opposizione» fa sapere l’avvocato di Simona.

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