Ultime notizie Donald TrumpGiorgia MeloniMaturitàMondiali 2026NATO
ATTUALITÀErcolanoIntelligenza artificialeNapoliVesuvio

Un importante papiro carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio è stato srotolato grazie all’intelligenza artificiale

24 Giugno 2026 - 22:16 Francesca Milano
scavi di ercolano
scavi di ercolano
Nella Villa dei papiri durante gli scavi del 1700 furono ritrovati centinaia di rotoli carbonizzati e impossibili da aprire e leggere. Adesso una AI ci è riuscita
Google Preferred Site

Per quasi duemila anni è rimasto arrotolato, carbonizzato e illeggibile. Ora, grazie all’intelligenza artificiale, gli studiosi sono riusciti a “srotolare” virtualmente un antico papiro danneggiato dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e a recuperare oltre un metro di testo che era rimasto nascosto per secoli.

Il risultato riguarda il papiro noto come PHerc 1667, uno dei rotoli provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, sepolta insieme a Pompei dall’eruzione che devastò l’area costiera della Campania. Secondo quanto riportato dal Guardian, i ricercatori sono riusciti a leggere venti colonne di testo senza dover aprire fisicamente il fragile reperto, operazione che in passato aveva spesso provocato la distruzione dei documenti.

Un papiro sopravvissuto al vulcano

I papiri di Ercolano costituiscono una scoperta unica al mondo. Tra il 1752 e il 1754, durante gli scavi della Villa dei Papiri, vennero recuperati centinaia di rotoli carbonizzati. Per secoli gli studiosi hanno tentato di leggerli, ma il calore dell’eruzione li aveva trasformati in fragili cilindri carbonizzati che si sgretolavano al minimo contatto.

Il PHerc 1667 è considerato particolarmente prezioso: gli studiosi ritengono che possa risalire al II o addirittura al III secolo a.C., rendendolo uno dei testi più antichi dell’intera collezione. Oggi ciò che resta del rotolo misura appena circa 8 centimetri di altezza e 2 di larghezza.

Il papiro decifrato
Il papiro PHerc 1667, immagine tratta dal sito Vesuvius Challenge

Come l’AI ha “letto” l’interno del rotolo

La svolta è arrivata grazie alla combinazione di scansioni a raggi X ad altissima risoluzione e algoritmi di intelligenza artificiale. Le tecnologie sviluppate negli ultimi anni consentono di individuare le tracce lasciate dall’inchiostro sulla superficie del papiro e di ricostruire digitalmente i fogli interni senza doverli srotolare materialmente.

Il progetto rientra nel Vesuvius Challenge, una competizione internazionale lanciata nel 2023 per accelerare la decifrazione dei papiri di Ercolano attraverso tecniche di machine learning e computer vision. Finora l’iniziativa ha distribuito premi per oltre 1,8 milioni di dollari a ricercatori e sviluppatori che hanno contribuito ai progressi nella lettura dei testi antichi.

Un trattato filosofico perduto

Il titolo e l’autore del papiro non sono ancora stati identificati con certezza. Tuttavia, secondo gli studiosi, il contenuto sembra appartenere alla tradizione della filosofia stoica. I frammenti recuperati riguardano temi legati all’etica, all’arte e al comportamento umano e contengono riferimenti a concetti fondamentali dello stoicismo come hormē (l’impulso all’azione) e phronēsis (la saggezza pratica).

leggi anche