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I video del migrante che rifiuta il cibo davanti al supermercato sono creati con l’AI

28 Giugno 2026 - 23:31 David Puente
Le clip provengono dalla pagina «Memo Pernacchia», già nota per altri finti video sui migranti
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Circolano diversi video in cui un uomo presentato come un migrante si arrabbia davanti a un supermercato. In ogni versione, il protagonista del video rifiuta il cibo che una passante gli avrebbe offerto, lamentandosi delle poche monete lasciate in elemosina. I filmati non riprendono nulla di realmente accaduto, in quanto questi video dei migranti sono generati con l’intelligenza artificiale. Provengono dalla stessa pagina Facebook che da mesi diffonde finti video sui migranti, stimolando la rabbia degli utenti.

Per chi ha fretta

  • I video generati con l’intelligenza artificiale e diffusi senza l’etichetta che ne segnala l’origine artificiale.
  • Provengono dalla pagina Facebook «Memo Pernacchia», già nota per altri finti video sui migranti.
  • La scena è costruita per suscitare rabbia e indignazione, un meccanismo chiamato rage baiting.

Il contenuto sotto analisi

I video seguono tutti lo stesso copione, con piccole differenze tra una versione e l’altra. Un uomo seduto fuori da un supermercato racconta che una donna anziana gli ha portato una piadina col prosciutto. Lui la rifiuta perché non mangia maiale, la getta via e si lamenta perché nel bicchiere gli sono rimasti solo trenta centesimi. Poi pronuncia un monologo sulla dignità che, dice, «non si compra con trenta centesimi». La scena è chiusa, dura pochi secondi e non indica mai dove e quando sarebbe avvenuta.

Perché si tratta di video creati con l’intelligenza artificiale

Il primo elemento è la provenienza. I filmati nascono dalla pagina Facebook «Memo Pernacchia», la stessa che avevamo già smascherato per i finti video di donne col burqa respinte all’ingresso di uffici e aeroporti e per la finta intervista del TG a un migrante sui sussidi. In entrambi i casi i video erano costruiti a tavolino con l’AI. Nei commenti molti utenti reagiscono come se l’uomo fosse vero e la scena davvero accaduta.

Una scena costruita per indignare

Questi filmati non nascono per informare e non raccontano un fatto. Sono pensati per fare arrabbiare chi li guarda, così da raccogliere commenti, condivisioni e visualizzazioni. È un metodo con un nome, il rage baiting, che diverse inchieste hanno descritto come un vero modello industriale della disinformazione. I colleghi di Facta riportano come centinaia di pagine producano con l’AI video anti immigrazione spacciati per veri, spesso solo per guadagnare sulle visualizzazioni.

Conclusioni

I video oggetto di verifica, dove dei migranti si arrabbiano per il cibo davanti al supermercato, sono generati con l’intelligenza artificiale e non mostrano alcun episodio reale. Provengono dalla pagina «Memo Pernacchia», la stessa fonte di altri finti video sui migranti che abbiamo già verificato, e vengono diffusi senza alcuna indicazione della loro origine artificiale.

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