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«Salvini faceva i pomp**i alle trans nei bagni chimici»: le parole del performer dal carro del Pride, poi le scuse. Il ministro conferma la querela – Il video

29 Giugno 2026 - 15:30 Matteo Revellino
Lorenzo Pezzotti Gay Pride messaggio contro Salvini
Lorenzo Pezzotti Gay Pride messaggio contro Salvini
Il vicepremier ha confermato la querela. Il performer Lorenzo Pezzotti: «Sono stato inutilmente eccessivo e volgare»
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Dopo l’annuncio di un’azione legale da parte del vicepremier Matteo Salvini, sono arrivate le scuse di Lorenzo Pezzotti, performer e art director di Botox Matinée, noto evento esclusivo milanese, che da un carro del Pride di Milano aveva detto: «Salvini faceva pomp**i alle trans nei bagni chimici. E aspetto che mi smentisca. Sono qui». Con una storia pubblicata su Instagram, Pezzoti ha quindi fatto dietrofront, esprimendo il proprio pentimento per l’affermazione: «Chiedo scusa a tutti. Non so se il sole o la stanchezza, ho detto una marea di cose senza senso». Il messaggio di scuse però era stato anticipato da un post pubblicato sui social dallo stesso ministro dei Trasporti. Le sue parole lasciano pochi dubbi: «Amico mio, potevi pensarci prima di urlare menzogne e insulti in mezzo a migliaia di persone. Ci vediamo in tribunale».

Cosa è successo al Pride di Milano

Oltre 350 mila persone hanno partecipato sabato 27 giugno al Pride di Milano. Durante il corteo, Pezzotti ha preso il microfono in mano per esprimere delle dichiarazioni molto forti nei confronti del leader della Lega, raccontando di un presunto episodio avvenuto negli anni della Festa della birra di Ponte di Legno: «Al castello di Ponte di Legno io presentavo la festa della birra con Bossi e tu facevi pomp**i alle mie amiche nei bagni chimici».

Il post di Salvini

Le parole del performer non sono passate inosservate a Salvini che, sui suoi canali social, ha pubblicato un messaggio in cui promette un’azione legale, rilanciando il video della dichiarazione dal carro del Pride e della scuse di Pezzotti. «Amico mio, potevi pensarci prima di urlare menzogne e insulti in mezzo a migliaia di persone. Ci vediamo in tribunale, magari insieme potremo aiutare qualche associazione di volontariato. Grazie ai tanti amici LGBT che, anche su questa pagina, mi hanno espresso la loro solidarietà e non si riconoscono in queste pagliacciate. Viva la libertà», le parole del vicepremier.

Le scuse di Pezzotti

Ieri mattina, 28 giugno, Pezzotti ha affidato alle storie Instagram il messaggio di dietrofront. «Questa doveva essere una festa, una manifestazione di libertà e di gioia. Non ho dato un ottimo esempio, ho detto cose senza senso, ora non mi posso dissociare dalla mia testa. Non so perché ho detto quello che ho detto, chiedo scusa a Salvini». «Non mi spiego perché la mia testa ha fatto questo, in un contesto in cui queste cose avevano ancora meno senso. Qualsiasi sia l’idea politica di una persona non c’entra niente con l’insensatezza che ho detto», conclude Pezzotti.