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Accoltellamento a Milano, Lamin Saidilly non risponde al gip. La legale: «Non ricorda nulla fino a quando si è ritrovato sull’auto della polizia»

06 Luglio 2026 - 13:19 Olga Colombano
Il 22enne, secondo quanto riferito dall'avvocata Brambilla, apparirebbe «molto scosso e confuso». È accusato del tentato omicidio di un 55enne che sabato mattina è stato accoltellato dal giovane nel quartiere San Siro
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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Lamin Saidilly, il 22enne accusato del violento accoltellamento avvenuto sabato mattina a Milano ai danni di un 55enne, Gerardo P. L’interrogatorio di garanzia davanti al gip Luigi Iannelli era previsto questa mattina nel carcere di San Vittore. A riferirlo è stata la sua legale, l’avvocata Simona Brambilla, al termine del colloquio in carcere. La scelta di non parlare arriva dopo alcune dichiarazioni attribuite al giovane subito dopo l’arresto, tra cui una frase shock riferita alle forze dell’ordine: «mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Circostanza che l’indagato, secondo la sua legale, non ricorderebbe.

La dinamica dell’aggressione

L’episodio è avvenuto intorno alle 7 del mattino al bar La Giada nei pressi di San Siro. La vittima si trovava in piedi vicino al padre, seduto in un bar, quando è stata colpita alle spalle da un giovane con il volto coperto da un passamontagna. L’aggressione, come si vede anche nei video delle telecamere di sicurezza, è stata improvvisa e molto violenta, con oltre venti coltellate inferte in pochi secondi. A intervenire per fermare l’aggressore è stato inizialmente il padre aiutato poi da due operai di origine egiziana, che sono riusciti a disarmarlo e a interrompere l’attacco.

Le dichiarazioni della difesa

Il 22enne, secondo quanto riferito dall’avvocata Brambilla, apparirebbe «molto scosso e confuso» avrebbe scelto di non rispondere al gip proprio per questo motivo. Il ragazzo avrebbe dichiarato di non ricordare nulla dei fatti contestati fino al momento in cui si è ritrovato sull’auto della polizia, nemmeno la frase a lui attribuita dopo l’arresto. L’avvocata ha inoltre spiegato che il suo assistito non ha avanzato richieste di misure alternative alla detenzione, come i domiciliari, anche per non creare ulteriori difficoltà al padre.

Le indagini sul passato

Proseguono intanto gli accertamenti sul passato dell’aggressore. Il 22enne, originario di Conegliano Veneto, sarebbe stato arrestato nel 2023 in Gran Bretagna per un episodio violento nei pressi di un pub, ma per il momento non sono chiare le dinamiche. Gli investigatori stanno inoltre verificando le informazioni emerse, anche alla luce del fatto che negli archivi italiani non risultano precedenti a suo carico. Al ritorno in Italia avrebbe poi lavorato per alcuni mesi nel Trevigiano come magazziniere in una nota azienda del settore alimentare. Successivamente, dopo un contrasto familiare, si sarebbe allontanato da casa per diversi giorni arrivando a Milano lo scorso 23 giugno.

La situazione attuale

Il 22enne si trova nel carcere di San Vittore con l’accusa di tentato omicidio. Gli inquirenti stanno ancora cercando di capire i motivi dell’aggressione e valutando la possibilità di un quadro legato a eventuali disturbi psichiatrici. Il 55enne, invece, è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano. Dopo un intervento chirurgico, le sue condizioni sarebbero in miglioramento e, al momento, non sarebbe più in pericolo di vita. Si trova comunque ricoverato in terapia intensiva post-operatoria.