Ispezione a scuola per lo striscione «L’Italia agli italiani», Valditara difende gli studenti di Cesena: «Frase condivisibile»

«L’affermazione “l’Italia agli italiani” non solo non ha nulla di censurabile, ma è una frase senz’altro condivisibile perché comprende tutti i cittadini del nostro Paese». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a Rossano Sasso di Futuro nazionale sul caso dei due studenti del liceo classico Vincenzo Monti di Cesena, che hanno ricevuto un sei in condotta dopo aver esposto dalla finestra della scuola uno striscione con la scritta «L’Italia agli italiani» durante la festa di fine anno scolastico. Dopo la decisione del Consiglio di classe, Valditara ha annunciato l’avvio di una verifica con l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna.
Nessun potere minesteriale sul sei in condatta
Il ministro ha precisato che il dicastero non ha alcun potere diretto sul processo valutativo deciso dal singolo Consiglio di classe. «L’accertamento – ha spiegato – serve a chiarire il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell’elaborato assegnato agli studenti». In particolare, se la decisione di abbassare il voto di condotta sia stata influenzata dalla vicenda dello striscione e dal successivo approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio «Gli africani siamo noi».
«Qualora dall’accertamento ispettivo dovesse emergere un collegamento tra il contenuto dell’elaborato critico e l’espressione utilizzata nello striscione, e non con una violazione delle regole di condotta scolastica, sarebbe certamente un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti», ha dichiarato Valditara. Secondo quanto emerso, la decisione sarebbe stata determinata anche dalle oltre dieci note disciplinari presenti sul registro di classe a carico dei due studenti. Lo striscione, quindi, rappresenterebbe soltanto uno degli episodi valutati dal Consiglio di classe nella scelta del voto finale.
La riforma Valditara
Il ministro ha poi ricordato che la riforma del voto in condotta prevede che i provvedimenti disciplinari abbiano una funzione educativa, finalizzata a rafforzare il senso di responsabilità e a ricostruire rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. «In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui», ha aggiunto Valditara, richiamando lo Statuto delle studentesse e degli studenti, che vieta di punire un alunno per il suo pensiero politico. Il ministro ha infine ribadito l’obiettivo della scuola di promuovere il confronto e il pluralismo delle idee: «La grande missione della scuola è educare a essere liberi: da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie».

