Il caldo ci fa dormire sempre meno: a Milano perse 35 ore di sonno all’anno. A Palermo addirittura 43

Quanto incide il cambiamento climatico sulle nostre ore di sonno? È la domanda a cui ha cercato di rispondere Climate Central, un’organizzazione indipendente che si occupa di ricerca sul clima. Lo studio, «Climate Change is Costing People Sleep», – il primo realizzato sul tema – ha analizzato i dati di 1.338 città del mondo, confrontando le temperature notturne registrate tra il 2020 e il 2025 con quelle che si sarebbero verificate in un mondo non influenzato dalle emissioni di origine umana. L’obiettivo era quantificare le ore di sonno perse a causa delle alte temperature, e fra queste, quelle direttamente riconducibili al cambiamento climatico. Gli effetti riguardano anche l’Italia, dove città come Milano e Palermo registrano un impatto superiore alla media mondiale.
Le ore di sonno perse
I ricercatori hanno preso in esame 1.338 città nel mondo, confrontando le temperature realmente registrate con quelle che si sarebbero verificate in un mondo senza il cambiamento climatico causato dalle attività umane. Il risultato mostra che, tra il 2020 e il 2025, ogni persona ha perso in media quasi 56 ore di sonno all’anno a causa del caldo notturno. Di queste, circa sei ore – poco più del 10% – sono attribuibili direttamente al riscaldamento globale provocato principalmente dall’uso di combustibili fossili e dalla deforestazione. In pratica, le temperature elevate fanno perdere ogni anno l’equivalente di circa sette notti di sonno, una delle quali è riconducibile al cambiamento climatico. Un risultato che è almeno raddoppiato dagli anni ’70.
L’Italia sopra la media mondiale
Le conseguenze sono particolarmente evidenti nelle aree già caratterizzate da notti molto calde, come il Medio Oriente, il Sud-est asiatico e parte dell’Africa occidentale. Anche l’Italia, però, registra valori superiori alla media globale: a Milano si perdono circa 35 ore di sonno all’anno a causa del caldo notturno, sette delle quali direttamente attribuibili al cambiamento climatico. A Torino le ore perse sono 33, di cui sei legate al riscaldamento globale, mentre a Palermo si arriva a 43 ore complessive, otto delle quali imputabili al cambiamento climatico.
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Perché dormire meno è un problema per la salute
Le temperature elevate durante la notte impediscono al corpo di raffreddarsi dopo il caldo accumulato durante il giorno. Questo aumenta il rischio di ictus, malattie cardiovascolari e mortalità, ma incide anche sulla salute mentale, sulle capacità cognitive e sull’apprendimento dei bambini. La privazione cronica del sonno – ricordano gli esperti coinvolti nello studio – è inoltre associata a un maggior rischio di diabete, ipertensione, obesità e a un peggior funzionamento del sistema immunitario. Gli effetti sono ancora più pesanti per le persone più vulnerabili, come anziani, neonati, donne in gravidanza e chi vive in abitazioni poco isolate o senza accesso all’aria condizionata – dunque per le persone più vulnerabili.

