È morto Osvaldo Bagnoli, chi era il mister del mitico Scudetto del «Verona dei miracoli»

Si è spento questa mattina a 91 anni Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che nel 1985 portò l’Hellas Verona alla conquista del suo primo e finora unico scudetto. Il decesso è avvenuto all’ospedale Borgo Roma di Verona, dove il tecnico era ricoverato da alcuni giorni. Nato a Milano il 3 luglio 1935, nel quartiere popolare della Bovisa, Bagnoli aveva iniziato come calciatore centrocampista, vestendo tra le altre le maglie di Milan, Hellas, Catanzaro, Spal e Udinese, prima di chiudere la carriera da giocatore al Verbania.
Come nacque lo scudetto del Verona nel 1985
Dalla panchina, Bagnoli si era fatto le ossa portando il Fano dalla C2 alla C1, per poi passare al Cesena, dove nella seconda stagione ottenne la promozione in A. Fu allora che il Verona lo chiamò, dando il via a un decennio, dal 1981 al 1990, che avrebbe cambiato la storia del club. Il capolavoro arrivò nella stagione 1984-85, riporta Repubblica: la squadra passò alla storia come il «Verona dei miracoli», l’unica formazione di provincia capace di spezzare il dominio delle grandi in quegli anni. Oltre al tricolore, sotto la sua guida l’Hellas ottenne anche due quarti posti in campionato e due finali di Coppa Italia.
Quali altre squadre ha allenato Osvaldo Bagnoli
Il percorso in gialloblù non si fermò al 1985, ricostruisce il Corriere del Veneto: nel 1987-88 il Verona arrivò ai quarti di finale di Coppa Uefa, fermato dal Werder Brema al termine di una sfida di ritorno passata alla storia come epica. Due anni dopo, con il club alle prese con problemi di bilancio e una rosa ricostruita quasi da zero, la squadra sfiorò comunque la salvezza. Lasciato il Verona, Bagnoli passò al Genoa, dove centrò uno storico quarto posto con qualificazione alla Coppa Uefa e, nel 1992, arrivò in semifinale battendo il Liverpool ad Anfield Road. Chiuse la carriera all’Inter, sfiorando lo scudetto con un secondo posto, prima di essere esonerato nel 1994: da quel momento decise di non tornare più in panchina.
Come Verona ricorda oggi Osvaldo Bagnoli
Tornato a vivere a Verona insieme alla moglie Rosanna e alle due figlie, Francesca e Monica, Bagnoli aveva mantenuto un legame stretto con l’ambiente gialloblù, ritrovandosi spesso con gli ex compagni di quella squadra entrata nel mito. Il club gli aveva conferito la presidenza onoraria nel 2018, un anno dopo il suo ingresso nella Hall of Fame del calcio italiano. Repubblica lo descrive come uno degli allenatori più apprezzati e rispettati nella storia del calcio italiano, simbolo di un modo di lavorare concreto e pragmatico.

