L’Argentina è la seconda finalista del Mondiale, Inghilterra ribaltata in 7 minuti: Messi difenderà il titolo contro la Spagna

Mai dare per morta l’Argentina. All’85esimo minuto la semifinale era nelle mani dell’Inghilterra, grazie a una rete di Anthony Gordon. Ma come già successo nei turni precedenti, il sogno della cuarta estrella, il secondo Mondiale consecutivo, spinge i giocatori dell’Albiceleste all’impresa. Prima un tiro da fuori di Enzo Fernandez, poi in pieno recupero il colpo di testa di Lautaro Martinez per il 2 a 1 finale in favore dell’Argentina. Ovviamente c’è sempre lo zampino di Lionel Messi: altri due assist per il numero 10 argentino. Diventano così 12 nei Mondiale. Sarà l’Argentina a contendersi la coppa del Mondo contro la Spagna, nella finalissima del 19 luglio. Sono le due squadre più forti del mondo, da stasera le prime due del ranking Fifa.
L’Argentina passa nel finale dopo due pali
Era «la partita a rischio più elevato del torneo» per la tensione che poteva crearsi tra le due tifoserie. Se negli spalti la semifinale è vissuta con massima sportività, in campo il primo tempo si vedono più calci che calcio. Le prime tensioni scoppiano addirittura al terzo minuto con un fallo ruvido di Enzo Fernandez, autore anche dell’unica vera occasione del primo tempo per entrambe le squadre: un tiro da fuori finito per poco alto. Le uniche grandi giocate sono quelle dei due numeri dieci: da un lato Messi, dall’altro Bellingham.
Nel secondo tempo le tensioni vengono accantonate e inizia davvero la partita. L’Inghilterra è cinica e concretizza l’unica vera occasione della gara. Rogers, la mossa a sorpresa del ct dei Tre Leoni, Thomas Tuchel, pesca sul secondo palo Anthony Gordon. Il fresco acquisto del Barcellona per 80 milioni di euro trafigge Martinez e porta avanti gli inglesi. Messi inizia a guardare il maxischermo per controllare il tempo rimanente. L’Argentina si butta in avanti per cercare almeno il gol del pareggio, ma di reti ne trova addirittura due. Prima un tiro da fuori di Enzo Fernandez, poi il colpo di testa di Lautaro Martinez nel recupero su assist al bacio, neanche a dirlo, di Messi. Tra un gol e l’altro gli argentini colpiscono anche due pali, entrambi di Mac Allister. Poteva essere il segno di una fortuna che aveva girato le spalle all’Argentina, che invece vola in finale per la seconda edizione consecutiva: a New York potrà difendere il titolo contro la Spagna.
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«La cuarta estrella» supera «Wonderwall»
Non era solo una sfida tra due Nazionali, ma tra due vere colonne sonore del Mondiale. Alla fine si spegne Wonderwall degli Oasis, diventata quasi un inno per gli inglesi. Dopo ogni partita i giocatori della nazionale si riunivano sotto la curva a intonarla. Qualche rammarico sicuramente c’è: fino al gol del momentaneo vantaggio, l’Inghilterra era sembrata in pieno controllo della partita. Poi però la gioia per la rete di Gordon si è trasformata ben presto in una difesa a oltranza. Anche i cambi di Tuchel sono andati verso questa direzione: dentro due difensori in più (Konsa e Burn), fuori anche la pericolosità dello stesso Gordon. Così in sette minuti, tra l’85’ e il 92′, l’assalto dell’Argentina ha portato i suoi frutti. Prosegue la sua strada La cuarta estrella, letteralmente «la quarta stella», coro ideato apposta per questa Coppa del Mondo. Nomina Diego Armando Maradona, le Malvinas (o Falkland per gli inglesi) e l’ultima gara di Leo Messi: sarà la finale del Mondiale, meglio di così non poteva andare.
Seconda semifinale consecutiva per l’Argentina
Francia e Inghilterra si contenderanno il terzo posto, nella cosiddetta finalina. A New York, la Coppa se la contenderanno Argentina e Spagna, la seconda finale della storia tra due nazioni con la stessa lingua ufficiale, dopo Argentina-Uruguay nel 1930. Addirittura la prima volta che il campione d’America in carica sfida chi ha vinto l’ultimo Europeo. La Seleccion ci arriverà con l’obiettivo di una storica doppietta, successa l’ultima volta al Brasile tra il 1958 e il 1962. Il commissario tecnico argentino, Lionel Scaloni, vuole raggiungere l’italiano Vittorio Pozzo a quota due Mondiali, peraltro consecutivi (1934 e 1938). Punterà tutto, come sempre, sul solito Lionel Messi, salito a 4 assist in questo Mondiale, oltre agli otto gol. Per lui sarà la terza finale nella Coppa del Mondo, privilegio avuto solo dal brasiliano Cafu, tra il 1994 e il 2002. Se Messi dovesse scendere in campo dal primo minuto (e salvo catastrofi sarà così), diventerebbe il primo calciatore della storia dei Mondiali a giocare tre finali consecutivi da titolare. A 39 anni se la dovrà vedere con Lamine Yamal: 19 anni fa gli faceva il bagnetto per una campagna solidale per raccogliere fondi in favore di Unicef. Ora saranno le stelle di una finale Mondiale.

