Ritorno al nucleare, cosa pensano i giovani? «Un errore chiudere le centrali», «Ok, ma non vorrei una centrale sotto casa» – Il video
Nei piani del governo, il Parlamento approverà la legge delega sul nucleare prima della pausa estiva. Una decisione storica per l’Italia, che potrebbe tornare a puntare sull’energia atomica a circa quarant’anni dalla chiusura delle ultime centrali. Ma se anche il governo dovesse rispettare la tabella di marcia, c’è un’altra questione con cui potrebbe trovarsi a fare i conti: un nuovo referendum chiesto dai partiti di opposizione o i movimenti ambientalisti storicamente contrari al nucleare.
Cosa pensano gli italiani del ritorno al nucleare
Ma se davvero si tenesse una terza consultazione popolare sul tema (le prime due si sono svolte nel 1987 e nel 2011), come andrebbe a finire? In un recente sondaggio realizzato da Youtrend per SkyTg24, il 57% degli italiani valuta positivamente il piano del governo per reintrodurre il nucleare nel mix energetico, contro il 31% di chi lo valuta negativamente. A risultare particolarmente sorprendente è la divisione per partito. Tra chi vota i partiti del centrodestra, più di 3 su 4 (il 78%) è favorevole all’energia atomica. E anche la maggioranza di chi vota il campo progressista (il 55%) la pensa allo stesso modo.
Lo sguardo dei giovani
Se si guarda agli elettori più giovani, la percentuale dei favorevoli al nucleare cresce sensibilmente. Secondo un altro sondaggio, condotto da Futuri Probabili, nella fascia 18-24 anni si attesta al 64%. Un dato che forse si spiega con la maggiore attenzione delle nuove generazioni ai cambiamenti climatici – un problema che anche l’energia atomica, in quanto fonte pulita, contribuisce a risolvere – oppure con la lontananza temporale da episodi hanno segnato la coscienza collettiva, come l’incidente di Chernobyl.
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«Penso sia stato un errore chiudere le centrali negli anni ’80», spiega a Open uno studente intercettato fuori dal Politecnico di Milano. Un’altra studentessa confida di essere favorevole ma anche di non sentirsi sicura di essere disposta a vivere vicino a un reattore. Mentre un altro studente spiega di votare un partito, Alleanza Verdi-Sinistra, pur non condividendone la linea di netta contrarietà al nucleare: «La mia posizione è opposta rispetto a quella del partito a cui faccio riferimento. Spero che cambino idea, la loro mi sembra un’idea un po’ vetusta».

