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Bologna, bombe carta e lacrimogeni al presidio per la morte di Fakir. Il legale della famiglia: «Gli scontri danneggiano la difesa»

20 Luglio 2026 - 22:25 Cecilia Dardana
manifestazione bologna fakir
manifestazione bologna fakir
Tra i cori dei manifestanti e le contestazioni, la sorella della vittima accusa un malore prima di parlare, mentre i legali smontano la tesi dell'irregolarità: «Era un imprenditore, ora basta macchina del fango»
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Lancio di una bomba carta dai manifestanti in piazza Roosevelt a Bologna, davanti a Prefettura e Questura, con gli agenti in tenuta anti sommossa che hanno reagito caricando, con idranti e lancio di lacrimogeni. I manifestanti hanno staccato le protezioni dei finestrini dei blindati e le hanno lanciate contro i mezzi della polizia. È altissima la tensione a Bologna dove centinaia di persone sono scese in piazza per il presidio indetto dal sindaco Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto al Pilastro mentre si trovava a terra, bloccato e ammanettato da due poliziotti. Una mobilitazione segnata da una fortissima commozione, a cui ha voluto prendere parte anche il neoeletto governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale. La prima fila dei manifestanti è entrata in contatto con gli agenti che hanno risposto con manganellate. Sono volate alcune bottiglie, calci all’indirizzo degli agenti. I manifestanti si sono poi messi i fazzolettoni e si sono coperti il volto.

Il legale della famiglia: «Gli scontri danneggiano la difesa»

Sulle tensioni crescenti tra manifestanti e polizia è intervenuto anche il legale della famiglia, Fabio Anselmo: «Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir. Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo. La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto». «Questa è una ferita che viene inflitta alla famiglia, rispetto alla quale non può non esprimere solidarietà alle forze dell’ordine che vi sono in questo momento impegnate», ha poi aggiunto.

Lo svenimento della sorella di Fakir

Momenti di tensione anche quando Kadija, la sorella della vittima, è svenuta crollando a terra pochi istanti prima di prendere la parola davanti a Salaborsa. In piazza è sceso improvvisamente il silenzio quando la donna si è sentita male. Il personale del 118, allertato immediatamente dai presenti, ha impiegato diversi minuti per farsi largo tra le centinaia di persone che affollavano l’area prima di riuscire a prestarle soccorso. Poco lontano, sul lato di Palazzo Re Enzo, i contestatori hanno continuato a urlare slogan come «Assassini» e «Tutto il mondo detesta la polizia», esponendo un enorme striscione con la scritta: «Contro razzismo e omicidio di stato, Giustizia per Fakir».

L’avvocato Anselmo: «Indaghi un corpo autonomo»

La famiglia del 42enne ha deciso di affidarsi a Fabio Anselmo, il legale che ha già guidato le battaglie giudiziarie per i casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi. L’avvocato ha denunciato con forza i tentativi di infangare la memoria dell’uomo attraverso la fuga di notizie su vecchi precedenti: «Ho accettato l’incarico di avvocato della famiglia Fakir dai suoi parenti. Con questo caso spero di non rivedere un film già visto con Magherini e Aldrovandi. Ma le indagini sull’attuale vicenda, come la Cedu richiede, andrebbero fatte da un Corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte».

Il legale: «Inizia una campagna di denigrazione pubblica»

Anselmo ha poi dato voce al profondo sconcerto dei fratelli della vittima, Mohammed e Kadija, attaccando frontalmente la narrazione emersa in queste ore: «Alla nostra drammatica vicenda ora si aggiunge lo choc per l’inizio di una campagna di denigrazione nei suoi confronti. Tutte le volte che un uomo muore nelle mani dello Stato, il prezzo da pagare per la famiglia è quello della denigrazione pubblica. Vorrei sapere da quali banche dati sono state attinte le informazioni su un suo precedente, lontano nel tempo. Si tratta di rivelazioni di segreto d’ufficio».

De Pascale: «Verificare ogni virgola»

Al presidio di Bologna ha voluto garantire la propria presenza anche il neoeletto governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che si è schierato apertamente al fianco del sindaco Lepore condividendo le forti preoccupazioni della cittadinanza per le modalità con cui è avvenuto il decesso:

«Tutta l’Emilia-Romagna si stringe attorno a famigliari e a Bologna. Il sindaco ha fatto bene a riunire piazza innanzitutto per tratto di umanità. Se una persona perde la vita mentre è sottoposto a un intervento di polizia è un elemento che desta grande malumore e preoccupazione. Ci vuole anche apprezzamento per l’azione tempestiva dell’Ausl: è così che lavorano le istituzioni. Presunzione di innocenza c’è sempre, ma davanti a fatto di questo tipo dal punto di vista della polizia e sanitario bene sia verificata ogni virgola della procedura».

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