Trump avverte l’Iran: «Bombarderemo le montagne di Natanz». Minacce Houthi, due petroliere lasciano il Mar Rosso – La diretta

Ancora attacchi all’Iran dagli Usa nella notte. Il Centcom ha annunciato nuovi bombardamenti per fermare gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto con attacchi alle infrastrutture Usa in Kuwait e Bahrein. Intanto i mediatori stanno cercando di ottenere dagli Usa un nuovo cessate il fuoco e la riapertura dei negoziati di pace, mentre Donald Trump riflette sulla possibilità di un attacco totale.
In copertina: Il presidente Usa Donald J Trump con quello libanese President Joseph Aoun alla Casa Bianca – Washington, 21 luglio 2026 (Ansa/Epa – Aaron Schwartz)
Trump: «Pronti a bombardare le montagne di Natanz»
«Non lasceremo l’Iran in questo momento. Non abbiamo ancora finito». Anzi, «l’Iran non ha ancora visto nulla; finora siamo stati gentili». Lo ha detto Donald Trump prima del bilaterale alla Casa Bianca col presidente libanese Joseph Aoun. preannunciando che gli Stati Uniti colpiranno «presto e in modo pesante Pickaxe Mountain», il sito dove si sospetta Teheran abbia nascosto le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.
Trump: «Per ora nessun incontro con l'Iran»
«L’Iran vuole disperatamente un incontro. Ma finché non saranno pronti a incontrarsi in modo significativo, noi non ne abbiamo alcun interesse». Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca prima del bilaterale con il presidente del Libano Joseph Aoun.
Trump avverte gli Houthi: «Se bloccano il Mar Rosso ci occuperemo di loro»
«Vedremo cosa succede. Se accadrà, ce ne occuperemo». Così il presidente Usa Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva della possibilità di un blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi, parlando ai cronisti alla Casa Bianca prima del bilaterale col presidente libanese Joseph Aoun.
Due petroliere rinunciano al Mar Rosso dopo le minacce Houthi
Due petroliere che caricavano greggio saudita destinato rispettivamente a Cina e India hanno fatto inversione di rotta nel Mar Rosso e si sono dirette verso Suez in seguito alle minacce delle milizie Houthi dello Yemen. Lo riporta la Reuters sulla base dei dati di navigazione.
Dopo aver annunciato di voler imporre un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita, Paese considerato nemico, gli Houthi avrebbero contattato direttamente via mail diverse compagnie di navigazione intimando di evitare operazioni nei porti sauditi o far fronte al rischio di attacchi. Il messaggio è stato inviato lunedì a diverse compagnie dal “Centro di Coordinamento delle Operazioni Umanitarie” degli Houthi, con sede a Sana’. «Alle navi è vietato caricare o scaricare merci nei porti sauditi o provenienti da essi», si legge nella mail. «Raccomandiamo vivamente alla vostra compagnia di esercitare la dovuta diligenza: qualsiasi attività di questo tipo esporrà le navi che violeranno il divieto a sanzioni», le quali «potrebbero essere prese di mira in qualsiasi luogo» nel raggio operativo degli Houthi.
Centcom: gli attacchi di questa notte
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha completato un’altra serie di attacchi notturni contro l’Iran. Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando militari iraniani, capacità marittime, siti di lancio di missili e droni e sistemi di difesa aerea per ridurre la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare le navi mercantili che transitano nello Stretto di Hormuz.Il transito delle navi commerciali attraverso questo vitale corridoio marittimo internazionale prosegue. Dall’inizio di maggio, le forze del CENTCOM hanno contribuito a facilitare il transito di circa 900 navi commerciali e 450 milioni di barili di petrolio greggio. “Le forze americane rimangono pronte e preparate a ritenere l’Iran responsabile di qualsiasi aggressione ingiustificata nei confronti dei marittimi civili che cercano di transitare liberamente e apertamente nello stretto”, scrive su X il comando.
I rincari di benzina e gasolio in Italia
Sulle autostrade la benzina arriva a costare 2,025 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,164 euro. L’incremento qui è di 13,1 e 19,6 cent al litro. In poco più di due settimane. E sia sulla rete ordinaria che sulle autostrade. Mentre sta per iniziare l’esodo estivo. I conti del Codacons dicono che rispetto ai primi di luglio un pieno di benzina costa 6 euro in più. Per il diesel si cresce in doppia cifra: 10 euro. E non c’è più il taglio delle accise. La scelta di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti di non prorogare il taglio delle accise era stata motivata anche dalla necessità di contenere l’impatto sui conti pubblici.
L'Iran e l'attacco agli Usa in Bahrein
I pasdaran iraniani hanno dichiarato in un comunicato di aver “distrutto un sistema radar di difesa missilistica e un aereo F-15” in un attacco missilistico contro le basi militari statunitensi in Giordania. L’attacco mirava a neutralizzare la copertura radar nella regione per spianare la strada a più ampi attacchi missilistici e con droni, hanno aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
L'Iran spinge per una nuova tregua
I mediatori iraniani spingono per un nuovo cessate il fuoco mentre Trump valuta la guerra totale. Secondo Axios, il presidente Usa si sta avvicinando al bivio finale sull’Iran con funzionari Usa e israeliani che prevedono solo due possibili scenari: perseguire una nuova tregua di 10 giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz oppure lanciare una massiccia campagna militare congiunta con Israele per costringere Teheran alla capitolazione. Trump non ha ancora sciolto la riserva, ma i funzionari ritengono i prossimi giorni decisivi per stabilire quale strada prevarrà, lasciando poco spazio al logorante e conflitto che paralizza il Golfo.
Iran: stop a due petroliere a Hormuz
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno fermato due petroliere nello Stretto di Hormuz. A
riferirlo i media di Stato di Teheran. Secondo l’agenzia Irna, che riporta un comunicato delle Guardie della rivoluzione, le due petroliere erano “non conformi” e sono state bloccate mentre tentavano di attraversare la rotta meridionale, non sicura, dello Stretto di Ormuz dopo esplosioni che hanno causato “gravi incendi a bordo”.
Usa: quasi 100 militari feriti in Iran
Quasi 100 militari americani sono rimasti feriti dal 7 luglio, la maggior parte dei quali ha riportato commozioni cerebrali lievi: è il bilancio diffuso dal Pentagono, nell’ambito dello scontro in atto contro l’Iran. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riferito che il presidente Donald Trump parteciperà martedì sera alla cerimonia di trasferimento dei militari caduti in Giordania, durante il weekend a causa degli attacchi iraniani, presso la base aerea di Dover. Due delle tre vittime sono state identificate nella soldatessa 19enne Isabella Gonzales Texas) e nel tenente Tyler James Feehan di 25 anni (Hawaii).
Trump, su Truth, ha minacciato assicurando che “ogni volta che l’Iran uccide un soldato americano, pagherà a caro prezzo quell’uccisione, e molte volte tanto!”, aggiungendo che “questa direttiva è stata trasmessa al segretario alla Difesa Pete Hegseth, al capo di Stato maggiore congiunto Daniel Caine e a tutti i vertici militari”. Hegseth, in merito alla morte dei ultimi militari in Giordania, ha scritto su X: “Che Dio vi accompagni, eroi. Il loro sacrificio non fa che rafforzare la nostra determinazione”.
Il Pentagono, sui militari caduti, ha spiegato che erano impegnati in Medio Oriente nell’operazione Inherent Resolve, il nome della missione statunitense contro il gruppo dello Stato Islamico. Erano assegnati al Comando di Difesa Aerea e Missilistica dell’Esercito. Le morti in quest’ultima ondata di combattimenti rappresentano le vittime numero 15 e 16 (una 17ma non è stata ancora identificata) tra i militari Usa nella guerra contro l’Iran. Prima di sabato, l’ultimo caduto era stato un pilota della Marina, morto a giugno in seguito a un atterraggio di emergenza in mare del suo elicottero MH-60S, malgrado la Marina avesse affermato che non vi erano “indicazioni” di azioni ostili.
L'esercito del Kuwait intercetta droni e missili
“Le difese aeree kuwaitiane stanno affrontando attacchi di missili e droni nemici, a seguito di una aggressione iraniana criminale. Lo Stato Maggiore Generale dell’Esercito fa notare che i rumori delle esplosioni, se uditi, sono il risultato dell’intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea degli attacchi nemici”. Lo si legge in un post social su X dell’esercito del Kuwait.
L’esercito iraniano ha reso noto di aver preso di mira una base americana in Kuwait con missili, in risposta ai nuovi attacchi degli Stati Uniti, secondo l’agenzia ufficiale Irna. Le forze armate iraniane hanno preso di mira “alcuni sistemi missilistici” Himars statunitensi “nella base di Arifjan a Kuwait”, spiega l’Irna. “L’Himars è un sistema di missile mobile in grado di agire rapidamente contro obiettivi terrestri”, spiega l’agenzia. Camp Arifjan, situato a Sud di Kuwait City ospita unità dell’Aeronautica Militare e della Marina degli Stati Uniti, Corpo dei Marines e Guardia Costiera.
Lo stretto di Hormuz fa crescere il prezzo di benzina e gasolio. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy certifica che sulla rete ordinaria in modalità self service la benzina è passata in media da 1,803 euro al litro del 3 luglio – l’ultimo giorno con il taglio delle accise in vigore – al prezzo di 1,935 euro registrato ieri. Ovvero, spiega oggi La Stampa, un aumento di 13,2 centesimi. Il diesel invece sale da 1,882 a 2,091 euro al litro. Ovvero 20,9 centesimi in più.
Usa: nuovi bombardamenti sull'Iran
Il Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti, ha annunciato nuovi bombardamenti sull’Iran. Gli attacchi, ha spiegato sul social X, sono cominciati alle 16 ora della costa Est americana, corrispondenti alle 22 in Italia. “Gli attacchi – ha aggiunto – sono stati progettati per indebolire ulteriormente le capacità militari iraniane impiegate negli attacchi contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz”.

