Caso Fakir, al Tg1 le immagini dalla bodycam dell’agente: «Ecco il contatto tra l’uomo e un’altra persona» – Il video

Emergono nuovi video sul fermo di Abderrahim Fakir, l’uomo morto mentre era sotto fermo degli agenti della polizia, ammanettato a terra e con un laccio ai piedi a Bologna. Il Tg1 ha mostrato uno spezzone del video registrato dalla bodycam – e consegnato in procura – che indossava uno dei due poliziotti intervenuti. Nelle immagini, che risalgono a poco dopo mezzogiorno, si vedono le mani degli agenti sia su Fakir che su un altro uomo con la maglietta bianca con cui era venuto a contatto. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime ad un auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione», ha dichiarato il legale Gabriele Bordoni.
🔵#Bologna Le immagini della body cam di uno dei poliziotti, intervenuti per fermare #Fakir, sono state mostrate in esclusiva al Tg1. Nel video le mani degli agenti sono poggiate sia su Fakir che sull’uomo con cui è venuto in contatto. pic.twitter.com/2c0js4qWx1
— Rai Radio1 (@Radio1Rai) July 23, 2026
Il sindacato Sap: «Ecco perché le bodycam sono fondamentali»
«Dal video del Tg1 che sta circolando in queste ore, in merito all’intervento di domenica scorsa a Bologna, emerge chiaramente l’importanza delle bodycam. Stiamo parlando di uno strumento fondamentale e di grande trasparenza. Questa è una storica battaglia del nostro sindacato iniziata già dal 2013 per contrastare le false e strumentali denunce contro gli operatori di polizia», ha dichiarato il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni. Le bodycam consentono «di porre fine alle polemiche sterili e verificare l’agire degli operatori. Dalle telecamere, infatti, si può chiaramente comprendere che i colleghi sono stati obbligati a intervenire e che questo era per loro un dovere. Al contrario, se, quindi, non fossero intervenuti, avrebbero dovuto rispondere di omissione. Spiace profondamente per il tragico esito dell’intervento – conclude Paoloni – ma l’imponderabile umano e’ un fattore ineludibile».
Ti potrebbe interessare
- Abderrahim Fakir, le manette, il massaggio cardiaco e lo spray urticante: l’indagine sull’intervento
- Salvini a Bologna visita gli agenti feriti e attacca Lepore: «Prima di convocare le piazze ci pensi due volte»
- Franco Gabrielli: Fakir, Roggero e i pozzi avvelenati della democrazia
- Gli agenti di Fakir, la bodycam e il 118: «Si poteva salvare». Il precedente: «Malmenato da uno dei due»
Anselmo: «Testimoni prelevati e nessun rispetto delle regole»
Di segno opposto le dichiarazioni di Fabio Anselmo, legale della famiglia Fakir, che ha sollevato dubbi sulle modalità con cui sarebbero stati raccolti alcuni elementi dell’inchiesta. Intervenendo a L’Aria che tira su La7, l’avvocato ha ipotizzato l’esistenza di altri filmati oltre a quello trasmesso dal Tg1, precisando però di non conoscere il contenuto del fascicolo della Procura. Anselmo ha inoltre denunciato presunte irregolarità nell’attività investigativa, sostenendo che alcuni testimoni sarebbero stati contattati informalmente per recarsi in questura senza convocazioni ufficiali, senza l’assistenza di un interprete e senza la possibilità di essere videoregistrati, circostanze che avrebbero poi impedito la loro audizione. Il legale ha infine riferito di un episodio riguardante Achraf Fakir, cugino della vittima, che sarebbe stato accompagnato in auto verso la questura con la motivazione di essere sentito come testimone. Secondo Anselmo, il giovane non avrebbe prestato consenso e sarebbe stato successivamente fatto scendere dal veicolo. «I testimoni non si prelevano, salvo che non si sottraggano alle convocazioni», ha affermato l’avvocato, definendo l’episodio indicativo del “clima” in cui si starebbero svolgendo gli accertamenti.

