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Il cardinale Zuppi e il caso Fakir: «Valutare errori è nell’interesse della polizia». E sugli scontri al corteo: «Una minoranza assoluta»

26 Luglio 2026 - 15:24 Bruno Gaetani
caso fakir zuppi indagini polizia scontri corteo
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L'arcivescovo di Bologna: «Si arrivi alla verità ma senza affrettare le conclusioni. Ho apprezzato le parole del ministro Piantedosi»
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«La solidarietà verso le forze di polizia è piena ed è proprio nel loro interesse valutare i fatti e verificare se ci siano stati eventuali errori e responsabilità». Interviene con queste parole il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna. In una lunga intervista ad Avvenire, Zuppi commenta per la prima volta il caso di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto nel capoluogo emiliano mentre veniva arrestato. «Chi deve fronteggiare il complesso tema della sicurezza – aggiunge il cardinale – si trova spesso a farlo in condizioni difficili, imprevedibili, di grande tensione, che richiedono le indispensabili capacità dell’uso della forza ma anche e soprattutto il controllo di questa».

L’appello per arrivare alla verità, ma senza fretta

Secondo Zuppi, sul caso Fakir occorre arrivare alla giustizia ma senza affrettare le conclusioni. Il cardinale, in particolare, sostiene di aver apprezzato l’impegno del ministro Matteo Piantedosi affinché non si crei un nuovo “caso Cucchi”. «Un impegno per la verità e la giustizia, per confermare la fiducia nelle istituzioni, antidoto alla rabbia e alla vendetta ‘fai da te’. Come peraltro ha chiesto con coraggio la nipote di Fakir. Chiedere giustizia, ovviamente, non vuol dire condanna – la presunzione di innocenza c’è fino a prova contraria per tutti – ma accertamento dei fatti e giudizio equo sulle responsabilità. E questo processo richiede tempo e studio», spiega il cardinale.

I disordini del corteo, frutto di «una minoranza assoluta»

A proposito dei disordini durante il corteo dei giorni scorsi a Bologna, Zuppi spiega che le violenze «sono sempre inaccettabili e da condannare senza nessuna ambiguità o falsa comprensione», ma sottolinea che a perpetrarle è stata «una minoranza assoluta». «L’impatto delle immagini della morte di Fakir – continua l’arcivescovo – era stato sconcertante. Non dobbiamo dimenticarlo o sottostimarlo. Queste potevano e possono provocare reazioni di rabbia e violenza. Dispiace e condanniamo quanto avvenuto: la violenza di una minoranza assoluta rispetto ai partecipanti pacifici, però, non può macchiare intenzioni solidali».

Foto copertina: ANSA/Maurizio Brambatti | Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna