Chi sarà il nuovo ct della Nazionale? Chi non vuole Mancini, chi spera in Conte e l’idea Chiellini: il piano di Malagò per uscire dal pantano

Si riparte praticamente da zero, sul tavolo resta l’idea di Giorgio Chiellini come direttore tecnico, mentre per la panchina tornano inevitabili i soliti due nomi: Roberto Mancini, il favorito, e Antonio Conte. Su Mancini, però, c’è un problema non da poco: fonti della Lega hanno confermato all’Ansa che il suo nome non convince i club di Serie A. Le malelingue dicono invece che il tecnico salentino sarebbe perfetto, anche perché così non andrebbe sulla panchina di Serie A di un potenziale avversario. Il tempo intanto si accorcia, e l’ultimo aggiornamento arrivato da Giovanni Malagò («Domani ci saranno novità») risale a prima di un addio che ha spiazzato un po’ tutti. Il presidente della Figc ha passato l’intera giornata in movimento, tra la visita al direttivo dei Dilettanti, i contatti per chiudere il puzzle azzurro e il faccia a faccia con Leghe e sindacati del calcio, senza contare lo scambio di battute con il ministro Abodi.
Perché Pirlo ha rinunciato alla panchina della Nazionale
Era stato lo stesso Pirlo ad annunciare la rinuncia sui social: «Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina azzurra». L’ex centrocampista non ha nascosto l’amarezza per essere finito dentro una polemica politica, con veleni arrivati da chi gli era avversario o da persone vicine ai suoi concorrenti. Abodi ha provato a inquadrare la vicenda così: «Non so se la questione dello sponsor russo sia all’origine del no, ma ora va posto rimedio a una brutta figura». Malagò non si è tirato indietro: «Dipende chi l’ha fatta», ha replicato, ricordando che di esempi simili la politica ne offre parecchi. Abodi, dal canto suo, ha chiuso lo scambio ammettendo che il presidente Figc «ha accusato il colpo». Sotto traccia, però, resta la questione più delicata: il no a Pirlo che di fatto ha affossato il progetto tecnico costruito insieme a Maldini.
Cosa è successo tra Malagò e Maldini: la trattativa saltata
Fin dal mattino Malagò ha cercato di ricompattare la squadra, tentando di trattenere la coppia di dirigenti chiamata a disegnare il nuovo corso tecnico. Giornata intensissima anche sul piano giudiziario interno: negli uffici della Figc sarebbe arrivata sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè la denuncia Miele sul presunto mancato tesseramento di Malagò prima delle elezioni. In parallelo, tra telefonate e incontri riservati negli uffici della Lega Dilettanti, il presidente sapeva bene di dover trovare un’alternativa a Mancini e Conte. «Sto lavorando, presto novità», aveva detto poco prima, impegnato tra il direttivo della Lnd e il vertice con le varie componenti in vista del consiglio federale di domani. Da qui è spuntato il nome di Thiago Motta, ex centrocampista di Inter e Nazionale, poi tecnico delle giovanili del Psg chiamato proprio da Leonardo al suo primo anno da dirigente parigino: un profilo italo-brasiliano con cui si sperava di ripetere l’esperienza vincente di Bologna. Anche questa ipotesi, però, non ha convinto Maldini, e la rinuncia è arrivata a riunione Figc già in corso, lasciando spiazzati diversi presenti.
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Cosa succede ora: il consiglio federale Figc di domani
A raccontare il clima è stato Giancarlo Abete, numero uno dei Dilettanti e rivale sconfitto da Malagò alle elezioni di giugno: «Abbiamo appreso dai media, mentre uscivamo dall’ufficio di Malagò. Non siamo abituati a queste situazioni. Ora bisogna ripartire da un progetto serio, siamo tornati alla casella di partenza. Sarà Malagò a dover dire se procede come aveva detto, prima un nuovo dt e poi il tecnico, o va avanti direttamente con la scelta dell’allenatore. A noi non ha fatto nomi». Il presidente Figc ha lasciato via Allegri senza rilasciare dichiarazioni, con davanti una notte di lavoro e contatti per sistemare le ultime caselle prima del consiglio federale in programma domani.

