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«30 persone disperse nel centro commerciale» dopo il terremoto in Giappone: si scava tra le macerie. Almeno 300mila evacuati – I video

28 Luglio 2026 - 16:41 Olga Colombano
La forte scossa di magnitudo 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto e diverse aree del sud-ovest del Paese. Nessuna anomalia è stata segnalata negli impianti nucleari, ma aumenta la preoccupazione per le possibili vittime ancora sotto le macerie
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Un numero «considerevole» di persone sarebbe morto nell’esplosione avvenuta all’interno di un centro commerciale Aeon Mall a Kumamoto, poco dopo il terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito il sud-ovest del Giappone alle 16:27 ora locale (le 9:27 in Italia). Secondo l’emittente Nhk, «molte persone» sarebbero rimaste intrappolate nella struttura, mentre la polizia ritiene che tra 20 e 30 persone risultino ancora disperse all’interno del centro commerciale.

Il sisma ha provocato anche il ricovero di oltre 50 persone, il crollo di più di 12 abitazioni e un blackout che ha lasciato senza elettricità circa 48.300 case. A causa dei danni e del rischio di nuove scosse, circa 300 mila persone sono state invitate a evacuare e di recarsi nelle aree apposite. La violenza della scossa ha inoltre provocato profonde crepe sulle principali arterie stradali, compresa un’autostrada sopraelevata, mentre n treno merci è deragliato. Diversi servizi ferroviari e voli sono ora bloccati o sospesi.

La scossa di magnitudo 7.1

Secondo la Japan Meteorological Agency (JMA), il sisma ha avuto un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità e ha raggiunto il livello massimo, 7, della scala di intensità sismica giapponese shindo, che misura la forza con cui le scosse vengono avvertite e i loro effetti sul territorio. Dopo il terremoto, il governo ha diramato un’allerta nelle prefetture di Kumamoto, Nagasaki, Kagoshima, Fukuoka, Saga, Oita e Miyazaki. È scattato anche l’allarme tsunami, rientrato meno di due ore dopo. L’Agenzia meteorologica statunitense ha inoltre escluso il rischio di onde anomale per le Hawaii e le isole Samoa. La popolazione della prefettura di Kumamoto resta in allerta anche per il ricordo del violento doppio sisma che colpì la regione dieci anni fa. Le due scosse, di magnitudo 6.5 e 7.3, provocarono la morte di 270 persone.

Case crollate e ricoveri

Secondo quanto riferito dall’emittente giapponese Nhk, oltre 50 persone sono state ricoverate in ospedale dopo il terremoto, mentre più di 12 abitazioni sono crollate e almeno quattro persone sono rimaste intrappolate all’interno degli edifici o sotto le macerie. A causa dei danni e del rischio di nuove scosse, Reuters riferisce che circa 300 mila persone sono state invitate a evacuare le aree colpite. Il sisma ha provocato anche interruzioni nella fornitura di energia elettrica, lasciando senza corrente circa 48.300 abitazioni. Non sono invece state segnalate anomalie negli impianti nucleari, il gestore locale dell’energia, Kyushu Electric Power ha comunicato che i tre reattori in funzione nella regione al momento della scossa continuano a operare normalmente.

L’appello della Premier: «massima priorità al salvataggio delle vite»

«Il Governo non risparmierà alcuno sforzo nella risposta all’emergenza, dando la massima priorità al salvataggio delle vite umane e alle operazioni di soccorso». Lo ha dichiarato la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, annunciando l’invio di una squadra del Cabinet Office nell’area colpita. La premier ha invitato la popolazione a evacuare verso luoghi sicuri e a restare in allerta. Nelle zone più colpite, infatti, potrebbero verificarsi nuove scosse di intensità simile nei prossimi giorni. Takaichi ha inoltre raccomandato di prestare attenzione a incendi, vetri rotti e altri detriti pericolosi.

L’Anello di Fuoco

Il terremoto ha colpito la prefettura di Kumamoto, in Giappone, martedì 28 luglio, secondo quanto riferito dall’Agenzia meteorologica giapponese (JMA). Dopo il terremoto è stato emesso un allarme tsunami per un’onda di 1 metro (3,28 piedi), ha aggiunto la JMA. Il governo giapponese ha emesso avvisi di emergenza per i terremoti nelle prefetture di Kumamoto, Nagasaki, Kagoshima, Fukuoka, Saga, Oita e Miyazaki, tutte situate sull’isola di Kyushu, nel sud del Giappone.

L’agenzia di stampa Reuters ricorda che il Giappone è uno dei paesi più sismici al mondo, con una scossa che si verifica almeno ogni cinque minuti. Situato lungo l'”Anello di Fuoco” di vulcani e fosse oceaniche che circondano parzialmente il bacino del Pacifico, il Giappone è responsabile di circa il 20% dei terremoti mondiali di magnitudo pari o superiore a 6.0. La Kyushu Electric Power ha dichiarato che non sono state segnalate anomalie nelle sue centrali nucleari di Sendai e Genkai dopo il terremoto. L’operatore ferroviario JR Kyushu ha dichiarato di aver sospeso i servizi, compresi i treni ad alta velocità Shinkansen, a seguito del terremoto. Il gestore locale delle forniture elettriche, la Kyushu Electric Power, ha riferito che tre reattori nucleari operativi nella regione al momento del terremoto continuano a operare normalmente.

Il sisma del 2011

Il paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest’anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore.