In Cilento si è tenuta una processione guidata dall’AI dove il santo è uno schermo e i lumini sono gli smartphones – Il video
Una processione con uno schermo al posto della statua del Santo e smartphone collegati tramite QR code al posto dei tradizionali lumini. È successo a Bosco, frazione di San Giovanni a Piro, nel Cilento, dove durante il festival MicroCosmi. Si tratta di «Machina Sacra», una performance collettiva ideata dagli artisti Max Magaldi e Matteo Mandelli. L’iniziativa ha attraversato le strade del borgo coinvolgendo direttamente i residenti, trasformando uno dei rituali più tipici della tradizione religiosa in un’esperienza artistica che mette al centro il rapporto tra comunità e nuove tecnologie.
La processione digitale
L’opera è il risultato di un percorso sviluppato dagli artisti durante una residenza a Casa Ortega e di una serie di incontri con la comunità locale dedicati ai temi del digitale. Il momento culminante del progetto è stato proprio la processione, durante la quale i partecipanti hanno seguito un grande schermo trasportato per le vie del paese. Un gesto che ha trasformato un oggetto ormai quotidiano in uno strumento di partecipazione collettiva, creando un dialogo tra ritualità tradizionale e linguaggi contemporanei. Al termine del percorso, l’opera è stata collocata nella Cappella del Carmine di Bosco, dove è rimasta esposta per la visione pubblica durante le giornate del festival.
Il rapporto tra sacro e tecnologia
Per Matteo Mandelli, il dialogo tra religione e innovazione tecnologica rappresenta da tempo uno dei temi centrali della sua ricerca artistica. «Il rapporto tra sacro e digitale attraversa la mia ricerca da diversi anni», ha spiegato l’artista ad Artribune. «Non mi interessa stabilire se la tecnologia sia un bene o un male. Mi interessa osservare come stia modificando il nostro modo di credere, di relazionarci e di costruire nuovi simboli», ha aggiunto. Una riflessione che trova in «Machina Sacra» una delle sue espressioni più evidenti. Anche Max Magaldi, musicista e artista coinvolto nel progetto, ha sottolineato l’importanza della partecipazione dei residenti alla riuscita dell’opera. «La performance è stata accolta molto bene ma soprattutto è stata sostenuta, come dimostra una partecipazione incredibile», ha raccontato ad Artribune.

