Vicenza, Leonardo Cortese muore in piscina a 19 anni: la sfida di apnea con l’amico finita male

Una sfida in apnea tra due amici potrebbe essere all’origine della morte di Leonardo Cortese, il ragazzo di 19 anni deceduto ieri pomeriggio, 3 agosto, nella piscina Blue Planet di Montecchio Precalcino, in provincia di Vicenza. È questa la principale ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori dopo che la Procura di Vicenza ha aperto un’inchiesta per chiarire l’esatta dinamica della tragedia e accertare eventuali responsabilità. La struttura è stata evacuata e, per il momento, chiusa al pubblico.
Cos’è successo
Secondo quanto ricostruito finora, il giovane si trovava nell’impianto insieme a un coetaneo, entrambi residenti a Trento e arrivati nel Vicentino perché la famiglia dell’amico possiede una casa nella zona. Dopo alcuni tuffi, i due avrebbero iniziato a sfidarsi trattenendo il respiro sott’acqua. A un certo punto Leonardo non è più riemerso. L’amico avrebbe pensato inizialmente che stesse semplicemente cercando di battere il proprio record di apnea, rendendosi conto solo dopo alcuni istanti che qualcosa non andava. A quel punto ha dato l’allarme.
Il tentativo di salvataggio dei bagnini
Il 19enne è stato recuperato dal fondo della vasca dai bagnini e da alcune persone presenti, che hanno iniziato le manovre di rianimazione prima dell’arrivo del personale del 118 e dell’elisoccorso di Verona. I sanitari lo hanno trovato già in asistolia e hanno tentato a lungo di rianimarlo, senza però riuscire a salvargli la vita. Il decesso è stato dichiarato direttamente a bordo piscina.
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Le indagini
Gli inquirenti dovranno ora stabilire cosa abbia provocato la perdita di coscienza del ragazzo. L’ipotesi prevalente è che abbia esaurito l’ossigeno durante l’apnea, ma non vengono escluse altre possibilità, come un malore improvviso o una congestione. I carabinieri hanno raccolto le testimonianze dell’amico e dei presenti e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’impianto. Tra gli aspetti oggetto di verifica c’è anche il rispetto delle procedure di sicurezza. Gli investigatori, infatti, accerteranno se la sorveglianza fosse adeguata e se il bagnino avrebbe potuto accorgersi della situazione.

