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La Chiesa nega le esequie al chitarrista Bruno Battisti D’Amario: «Era massone»

10 Agosto 2026 - 11:00 Olga Colombano
Bruno Battisti D’Amario
Bruno Battisti D’Amario
Il musicista, collaboratore di Ennio Morricone e interprete di alcune delle più celebri colonne sonore del cinema italiano, è stato ricordato solo con una breve preghiera al posto delle tipiche esequie nella Chiesa degli Artisti.
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Al chitarrista e compositore Bruno Battisti D’Amario, morto a 88 anni, sono state negate le esequie che si sarebbero dovute tenere nella Chiesa degli Artisti venerdì 7 agosto. Ad annunciarlo è stato il rettore della chiesa di piazza del Popolo, monsignor Antonio Staglianò, spiegando che la decisione è arrivata dopo la pubblicazione di un articolo che «rilevava l’identità massonica del chitarrista». Per questo motivo, secondo quanto riferito dal monsignore, non si è tenuta la cerimonia funebre, ma soltanto una «breve preghiera» come gesto di «carità cristiana».

Il caso delle esequie negate

A far emergere l’appartenenza di D’Amario alla massoneria era stata una nota pubblicata dal Grande Oriente d’Italia dopo la sua morte. Il chitarrista era infatti fondatore di una loggia romana dell’organizzazione e aveva composto anche l‘inno ufficiale del Grande Oriente d’Italia. Proprio queste informazioni avrebbero portato la Chiesa a negare le esequie religiose, richiamando l’incompatibilità riconosciuta dalla Chiesa cattolica tra l’appartenenza alla massoneria e la fede cattolica. La posizione della Santa Sede, ribadita anche negli ultimi decenni, considera infatti l’adesione alle associazioni massoniche incompatibile con la dottrina cattolica e con l’accesso ai sacramenti.

Chi era Bruno Battisti D’Amari

Battisti D’Amario è nato a Roma il 5 ottobre 1937 e si era formato al Conservatorio di Santa Cecilia, dove aveva studiato con Mario Gangi. Nel corso della sua carriera era diventato uno dei più importanti interpreti italiani della chitarra, affiancando all’attività concertistica anche quella didattica, iniziata nel 1969 nei Conservatori statali di Pescara, Napoli, Firenze e Roma. Nel 2001 aveva ricevuto la «Chitarra d’oro», uno dei riconoscimenti più importanti per chi suona la chitarra. Il nome di D’Amario è però legato soprattutto alla lunga collaborazione con Ennio Morricone, con cui ha lavorato a numerose colonne sonore diventate celebri in tutto il mondo. La sua chitarra si può infatti ascoltare in film come «Per un pugno di dollari», «Per qualche dollaro in più», «Il buono, il brutto, il cattivo» e «C’era una volta il West».