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Frontex: calano del 37% gli ingressi irregolari nell’Ue nei primi sette mesi del 2026. Ma il dato non comprende gli «eventi eccezionali di Ceuta»

14 Agosto 2026 - 15:30 Olga Colombano
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L'agenzia precisa che sugli ultimi avvenimenti le cifre «sono preliminari e possono essere soggette a una revisione»
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L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha diffuso i dati preliminari sugli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Ue nei primi sette mesi del 2026. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli ingressi sono diminuiti, tra il primo gennaio e il 31 luglio, del 37%. Il dato, però, non tiene conto degli arrivi registrati a Ceuta alla fine di luglio, quando circa 70 mila persone hanno raggiunto l’exclave spagnola dal Marocco.

ll Mediterraneo resta il principale punto di passaggio

Nonostante il calo generale, il Mediterraneo continua a essere il principale punto di ingresso verso l’Europa. Nei primi sette mesi dell’anno il Mediterraneo orientale è stata la rotta più utilizzata, con 20.232 rilevamenti, ma comunque circa il 28% in meno rispetto al 2025. Subito dopo si trova il Mediterraneo centrale, dove gli attraversamenti sono stati 16.454, ma anche qui una diminuzione, ancora più grande, del 55%. Nel complesso, le due rotte rappresentano circa il 60% dei rilevamenti considerati da Frontex.

Il Mediterraneo occidentale segue invece una tendenza opposta. È l’unica delle principali rotte a registrare un aumento. Si tratta del 37% in più rispetto al 2025 con la maggior parte degli attraversamenti avvenuta via mare.

Il calo riguarda anche le altre rotte

La diminuzione più marcata è stata registrata sulla rotta dell’Africa occidentale, dove i rilevamenti sono calati del 60% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il numero degli attraversamenti è diminuito anche lungo i Balcani occidentali, con un calo del 26%, e sul confine orientale dell’Ue, dove i rilevamenti sono scesi del 44%.

Perché gli arrivi sono diminuiti

Secondo Frontex, la riduzione «riflette una serie di fattori, tra cui la continua cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive nei principali paesi di partenza». Il quadro potrebbe però cambiare con i prossimi aggiornamenti, perché i dati sono ancora preliminari e non tengono conto degli eventi eccezionali di Ceuta a fine luglio. L’agenzia precisa quindi che le cifre «sono preliminari e possono essere soggette a una revisione».