Marmotte che non giocano più e orsi senza letargo: così il caldo sta stravolgendo gli animali selvatici in Italia

Marmotte che rinunciano al gioco, caprioli costretti alla vita notturna per sfuggire all’afa, lupi che cercano refrigerio nel fango e orsi che saltano il letargo. L’aumento delle temperature sulle montagne e nei parchi italiani sta imponendo ai mammiferi selvatici drastici cambiamenti di abitudine, con conseguenze potenzialmente severe sul loro sviluppo e sulla sopravvivenza. Ne parla oggi Repubblica, sottolineando come questi cambiamenti siano molto impattanti.
Il gioco interrotto delle marmotte alpine
Per i cuccioli di marmotta alpina, simular lotte e inseguimenti non è un semplice passatempo: è la palestra fondamentale per sviluppare abilità sociali e motorie utili, da adulti, per la difesa del territorio e la riproduzione. Uno studio condotto nel Parco Nazionale del Gran Paradiso dai ricercatori Caterina Ferrari, Diego Rastelli, Maria Paniw e Achaz von Hardenberg (pubblicato su Animal Behaviour) analizza come il caldo stia compromettendo questo comportamento a Orvieilles, in Valle d’Aosta.
Dalla ricerca — basata sull’osservazione di 83 individui e centinaia di interazioni sociali — emerge che l’attività ludica raggiunge il picco a 12,8 °C, per poi calare progressivamente fino a scomparire del tutto attorno ai 21 °C, quando i giovani preferiscono rifugiarsi al fresco nelle tane. Gli studiosi avvertono che questo isolamento prolungato rischia di causare deficit cognitivi e comportamentali permanenti.
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I caprioli notturni della Maremma
Più a sud, nel Parco Regionale della Maremma, le alte temperature spingono i caprioli a stravolgere i propri ritmi biologici. Un’indagine coordinata dallo zoologo Francesco Ferretti dell’Università di Siena e firmata da Noemi Pallari evidenzia come questi ungulati riducano le attività diurne per concentrarle nelle ore notturne. Questo cambio di routine comporta però un prezzo alto: altera i ritmi di alimentazione e aumenta drasticamente il rischio di imbattersi nel loro principale predatore, il lupo. Al contrario, specie come il daino mantengono un atteggiamento più cauto, regolando gli spostamenti in base alla minaccia dei predatori piuttosto che al termometro.
Lupi nel fango e orsi senza letargo
La sofferenza per il caldo non risparmia neppure i grandi carnivori. Nei filmati diffusi dall’associazione Io non ho paura del lupo, riporta Repubblica, si mostrano esemplari nel Trentino occidentale che si immergono nei torrente e si rotolano nelle pozze di fango per contrastare lo stress termico. Mentre nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, gli orsi vanno meno in letargo. Tutta colpa della scarsità di neve e il clima mite che influiscono su una sottospecie a forte rischio estinzione (circa 60 esemplari rimasti). Come denunciato da Stefano Orlandini, presidente dell’associazione Salviamo l’Orso, l’assenza di freddo rigido spinge diversi individui a rimanere attivi tutto l’anno; durante il recente inverno, ad esempio, una femmina con tre cuccioli non è mai entrata in tana.
(foto copertina di Sies Kranen su Unsplash)

