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Gli incendi di quest’estate sono già costati 3 miliardi di euro all’Europa

03 Agosto 2026 - 10:20 Gianluca Brambilla
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La cifra, che riguarda solo i 5 Paesi più colpiti, supera la stima della Commissione europea per l'intero 2026
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Gli incendi che hanno travolto l’Europa a giugno e luglio hanno causato danni per oltre 3 miliardi di euro. La stima del Financial Times arriva proprio mentre in Italia si raggiunge il picco della quarta ondata di calore estiva, con temperature destinate a superare i 40 gradi in diverse città. Assieme a un aumento delle morti premature dovute al caldo, i cambiamenti climatici stanno alimentando l’impatto dei roghi. Nei primi due mesi della stagione, sono andati in fumo quasi mezzo milione di ettori soltanto nei cinque Paesi europei più colpiti: Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania.

L’impatto economico degli incendi estivi in Europa

I 3,1 miliardi di euro di danni stimati solo in questi cinque Paesi superano di gran lunga le stime della Commissione europea, che si aspettava un impatto medio annuo di 2,5 miliardi di euro per l’intero territorio Ue per far fronte agli incendi. Queste cifre riguardano il cosiddetto costo di restauro, ossia una quantificazione economica di tutti gli interventi necessari per riportare le aree bruciate al loro stato originale. Il costo medio per ettaro per il reimpianto e la manutenzione varia da Paese a Paese, a seconda di diverse variabili, tra cui il tipo di copertura del suolo e l’età della foresta.

EPA/Guardia civil spagnola | L’incendio a Fermoselle, in Spagna

I danni indiretti degli incendi

Per quanto possa sembrare un conto già salatissimo, l’impatto complessivo sarà molto più elevato. Questo perché ai costi di restauro vanno sommati i danni alle proprietà di famiglie e imprese, oltre alle interruzioni dell’afflusso di turisti in alcune zona dell’Europa. Sul medio-lungo termine, inoltre, si aggiungeranno altre voci di spesa, come l’aumento dei premi assicurativi, gli investimenti in attrezzature antincendio e, in alcuni casi, anche la prospettiva di una diminuzione del numero di visitatori.

I roghi senza precedenti in Francia e Spagna

Francia e Spagna sono i due Paesi più colpiti dagli incendi delle scorse settimane, che hanno costretto centinaia di migliaia di cittadini a evacuare le proprie case. Secondo il governo di Madrid, i roghi dello scorso luglio sono stati i più grandi della storia del Paese, mentre il ministero dell’Interno francese ha affermato che il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi in Francia. Una devastazione che ha conseguenze sulla salute ma anche sull’economia. I rappresentanti industriali francesi hanno dichiarato che almeno 40mila aziende sono state colpite direttamente dagli incendi, mentre in Spagna i roghi hanno raggiunto una distanza di appena 50 chilometri dalla capitale, distruggendo numerose case e attività commerciali.

EPA/Daniel Kiss | La centrale nucleare ungherese MVM Paks, costretta a chiudere un reattore per la siccità del Danubio

La siccità diventa un problema per centrali nucleari e aziende chimiche

Accanto ai danni degli incendi andranno stimati poi quelli relativi alla siccità, destinati a farsi notare soprattutto nelle prossime settimane. Il livello dell’acqua di alcuni importanti fiumi è in vistoso calo e rischia di provocare interruzioni nel flusso delle merci e tagli alla produzione, specialmente per le aziende chimiche tedesche – come BASF e Covestro – che hanno stabilimenti concentrati lungo il Reno. I livelli minimi storici raggiunti dal Danubio, invece, rischiano di portare alla chiusura della centrale nucleare ungherese di Paks, che fornisce quasi la metà dell’elettricità nel Paese. Una situazione che per certi versi già si è verificata in un altro Paese europeo, la Romania, costretta a spegnere uno dei due reattori della centrale nucleare di Cernavodă.

Foto copertina: EPA/Eliseo Trigo | Vigili del fuoco al lavoro per spegnere un incendio a Sierra do Careon, in Spagna

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