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Che cos’è il pirocumulonembo, il fenomeno del «temporale di fuoco» dietro gli incendi che stanno devastando la Gironda in Francia

28 Luglio 2026 - 12:07 Olga Colombano
Cosa è il pirocumulonembo, tempesta di temporali dietro gli incendi in Francia
Cosa è il pirocumulonembo, tempesta di temporali dietro gli incendi in Francia
Si tratta di un c caso raro in Europa, perché finora era stato registrato per lo più in Australia e America del Nord. La tempesta di fuoco con lampi e fulmini dietro i roghi rapidissimi del Sud-Ovest francese
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L’incendio che sta colpendo il sud-ovest della Francia è tra i più gravi mai registrati nella regione. Le fiamme hanno costretto oltre 220 mila persone a lasciare le proprie abitazioni e continuano a rappresentare una minaccia per la vicina città di Bordeaux. Nel pieno dell’emergenza, venerdì 24 luglio si è verificato un “temporale di fuoco“, un fenomeno atmosferico conosciuto anche come pirocumulonembo. Si tratta di una grande nube generata dal calore prodotto dall’incendio dove al suo interno possono svilupparsi venti, lampi e fulmini che possono raggiungere il terreno e provocare nuovi focolai. Anche se in Europa questi fenomeni sono rarii, potrebbero diventare più frequenti a causa degli effetti del cambiamento climatico. I temporali di fuoco aiutano a spiegare l’imprevedibilità degli incendi e le difficoltà che i vigili del fuoco incontrano nel contenerne l’avanzata, come dimostrano il caso francese e quello alle porte di Madrid.

Il pirocumulonembo in Francia dietro gli incendi

L’allarme è arrivato nel tardo pomeriggio di venerdì 24 luglio, quando il cielo si è ricoperto di una grande nube nera attraversata da lampi e fulmini. La prefetta Sophie Brocas, come riportato da Le Monde, ha descritto il fenomeno come «totalmente imprevedibile», perché combina l’incendio con la tempesta generata dal fuoco. I fulmini possono provocare nuovi focolai, mentre il vento alimenta e accelera la propagazione delle fiamme. La situazione è resa ancora più difficile dalla presenza, nel dipartimento della Gironda, di una delle aree forestali più estese d’Europa.

La grande quantità di vegetazione presente costituisce infatti un’enorme riserva di materiale combustibile. Il fenomeno resta estremamente raro in Francia, anche se alcuni episodi sono già stati osservati negli ultimi anni. Secondo Jean-Baptiste Filippi, ricercatore del CNRS ed esperto di incendi citato da Le Monde, casi simili si erano verificati durante gli incendi di Générac nel 2019, Ribaute nel 2025 e Fontainebleau.

Come si forma un temporale di fuoco

Un pirocumulonembo si forma quando un incendio libera enormi quantità di calore. L’aria calda, insieme al fumo e al vapore acqueo, sale rapidamente verso l’alto. Raffreddandosi, il vapore si condensa attorno alle particelle di cenere e forma una nube. Se la colonna raggiunge quote molto elevate, le goccioline d’acqua possono trasformarsi in cristalli di ghiaccio.

Le collisioni tra queste particelle producono cariche elettriche e danno origine a lampi e fulmini. I venti generati dal pirocumulonembo possono accelerare la propagazione delle fiamme, mentre i fulmini possono provocare nuovi incendi. Il fronte del fuoco può quindi cambiare improvvisamente direzione, dividersi in più aree o avanzare rapidamente verso nuove direzioni.

Cambiamento climatico e conseguenze

Gli incendi che stanno colpendo Francia e Spagna mostrano gli effetti di temperature sempre più elevate, ondate di calore frequenti e lunghi periodi di siccità. Il terreno e la vegetazione diventano più secchi e, di conseguenza, più facilmente infiammabili. Le conseguenze non riguardano soltanto le persone e le abitazioni, ma anche interi ecosistemi e numerose specie animali, soprattutto quelle più piccole, che spesso non riescono a sfuggire alla rapida avanzata delle fiamme.

La ministra francese della Transizione ecologica, Monique Barbut, ha definito gli effetti degli incendi «catastrofici». In Spagna, la ministra per la Transizione ecologica, Sara Aagesen, ha dichiarato che dall’inizio dell’anno sono già bruciati 1.530 chilometri quadrati di territorio, una superficie sei volte superiore a quella colpita dagli incendi nella prima metà del 2025. Con l’aumento delle temperature medie, incendi sempre più intensi e fenomeni estremi come i pirocumulonembi potrebbero diventare più frequenti in diverse zone d’Europa.

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