Ultime notizie Abderrahim FakirCaldo recordCrisi Usa - IranMario RoggeroNazionale italiana
ESTERICaldo recordCambiamento climaticoEvacuazioneFranciaIncendiMadridPedro SanchezSpagnaVideo

Incendi in Francia e Spagna, evacuate più di 250mila persone. Sánchez dichiara lo stato di emergenza per la regione di Madrid – Il video

25 Luglio 2026 - 16:08 Chiara Pancari
Le fiamme stanno devastando vaste aree dei due Paesi, alimentate dal caldo estremo e dal vento. Parigi mobilita 1.500 soldati
Google Preferred Site

Sale a 250mila il totale dei cittadini evacuati dal sud-ovest della Francia e dal centro della Spagna a causa degli incendi boschivi favoriti dalle alte temperature. In Francia, il ministro dell’Interno ha comunicato l’evacuazione di circa 167mila persone nella Gironda, nel sud-ovest del Paese, a cui si aggiungono altre 30mila persone allontanate dalle proprie abitazioni nel vicino dipartimento delle Lande. Nella notte, il numero è aumentato ulteriormente portando all’evacuazione di oltre 60mila residenti nella zona atlantica attorno a Bordeaux. In Spagna, invece, sono circa 45mila le persone costrette a lasciare le proprie case e il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per fronteggiare l’emergenza incendi. Entrambi i governi hanno chiesto l’attivazione del meccanismo europeo di protezione civile, per ricevere supporto dagli altri Paesi dell’Unione Europea con mezzi e personale specializzato.

Gli interventi in Francia

Per contrastare gli incendi che stanno devastando il sud del Paese, la Francia ha mobilitato un grande aereo cargo militare, normalmente utilizzato per operazioni di trasporto strategico, adattandolo alle esigenze della lotta al fuoco. Il ministero degli Eserciti ha annunciato che da sabato sera verranno mobilitati 1.500 militari per contribuire alla lotta contro gli incendi. È stato inoltre attivato il Servizio sanitario delle forze armate per assistere le persone più vulnerabili. Nella Gironda sono state distribuite anche 1,5 milioni di mascherine FFP2 destinate alla popolazione locale e ai soccorritori impegnati sul campo. Il fumo degli incendi ha infatti ricoperto diverse zone dell’Aquitania, nel sud-ovest della Francia e in alcune aree la visibilità è scesa fino a circa un chilometro. Le autorità locali hanno invitato le persone con problemi respiratori a rimanere in casa.

l vento potrebbe peggiorare la situazione a Madrid

In Spagna, la Protezione civile ha avvertito che un possibile cambio di direzione del vento potrebbe rendere più difficile il controllo delle fiamme. Il rogo ha già bruciato quasi 10mila ettari nella regione madrilena e tra i 13mila e i 15mila ettari nella vicina provincia di Ávila. La segretaria della Protezione civile Virginia Barcones ha spiegato che i cambiamenti del vento possono creare nuovi scenari e modificare rapidamente l’evoluzione degli incendi, sottolineando che la priorità resta la protezione delle persone.

Anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, durante la visita nelle zone colpite, ha ribadito l’impegno del governo nel coordinare tutte le risorse disponibili per contenere i roghi: «Non sappiamo quale sarà l’evoluzione del vento», ha detto, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione. Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza nella comunità autonoma di Madrid e ha disposto l’invio di 650 agenti della Guardia Civil. Alle operazioni stanno partecipando anche mezzi arrivati dall’estero, anche italiani.

Le cause degli incendi

In Spagna, le temperature elevate e il vento stanno favorendo la diffusione delle fiamme, ma non sarebbero all’origine dei roghi. La polizia ha infatti arrestato una persona sospettata di aver provocato l’incendio nella zona di Ávila durante l’uso di alcuni macchinari in un’area boschiva. Gli incendi che stanno colpendo la Spagna centrale, la Francia meridionale e altre zone d’Europa si inseriscono tuttavia in un contesto segnato da ondate di calore sempre più intense e frequenti. La combinazione di temperature record, siccità e terreni sempre più secchi sta creando condizioni favorevoli alla propagazione del fuoco.

Secondo un’analisi del gruppo World Weather Attribution, le eccezionali ondate di calore registrate in Europa a giugno, definite “cupole di calore”, sarebbero state praticamente impossibili senza l’influenza della crisi climatica causata dalle attività umane. Il servizio europeo Copernicus per il cambiamento climatico sostiene che l’Europa sia il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo: dagli anni Ottanta le temperature sono aumentate a una velocità doppia rispetto alla media globale.

Video e foto in copertina: X/Unidad Militar de Emergencias

leggi anche