La patente non è più un rito dei 18 anni: sempre meno giovani la prendono subito. Boom di bocciature e il flop dei privatisti

Nel 2025 sono stati 2,3 milioni gli esami per ottenere la patente, il dato più alto degli ultimi vent’anni. Ma arrivare al traguardo non è affatto scontato. Per la patente B, che rappresenta oltre il 90% dei titoli di guida rilasciati in Italia, quasi quattro candidati su dieci sono stati bocciati nella parte teorica e il 16% in quella pratica. Lo si evince dai dati del del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Meno giovani alla guida
A cambiare, però, non sono soltanto i numeri degli esami. Cresce anche l’età di chi si mette alla guida per la prima volta. Tra i più giovani, infatti, la patente sembra aver perso parte di quel valore simbolico che per generazioni l’ha resa un passaggio quasi obbligato verso l’età adulta. Sempre più ragazzi scelgono di rimandarla, soprattutto nelle grandi città, dove una rete di trasporti più capillare e la possibilità di spostarsi senza automobile rendono meno urgente conseguirla.
La patente non è più una priorità a 18 anni
Secondo i dati dell’Osservatorio di Segugio.it citato dal Corriere, il 72% degli over 50 aveva preso la patente a 18 anni, contro il 46% degli under 25. Una ricerca di Future Concept Lab per Subito.it rileva inoltre che tra i 17enni poco più della metà vuole prendere la patente appena possibile, mentre altri preferiscono rimandare o non la considerano indispensabile. Questo vale soprattutto nei grandi centri, dove i trasporti pubblici, le biciclette, gli scooter e i servizi di car sharing rendono l’auto meno necessaria. In provincia, invece, la patente resta spesso uno strumento fondamentale per muoversi. C’è da precisare, infine, che a pesare sui dati sarà sempre più anche il calo demografico. Nel 2025 in Italia sono nati circa 355mila bambini, dato che rende probabile anche una riduzione degli aspiranti automobilisti nei prossimi anni.
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Il divario tra autoscuola e fai da te
Un’altra differenza emerge tra chi sceglie di prepararsi all’esame attraverso un’autoscuola e chi affronta il percorso da privatista. In quest’ultimo caso, secondo i dati del settore, quasi otto candidati su dieci vengono bocciati. App e corsi online possono offrire un supporto per esercitarsi, ma non sempre sembrano riuscire a sostituire una preparazione strutturata e il confronto con un insegnante.
Allo stesso tempo, crescono le patenti ottenute da giovani nati all’estero. Nel 2025 sono state oltre 50mila quelle conseguite da giovani africani, il 10% in più rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono 32mila patenti ottenute da cittadini europei non appartenenti all’Ue e 37mila da giovani asiatici. Per chi non ha l’italiano come prima lingua, il percorso presenta però un ostacolo ulteriore: i quiz dell’esame teorico sono disponibili soltanto in italiano, francese e tedesco.

