Sgarbi sul furto a Messina: «Ladri ignoranti, quelle opere sono invendibili. Nessun committente, presto torneranno al museo»

Un’azione sconsiderata dettata dall’ignoranza e non un colpo orchestrato da esperti del settore. Vittorio Sgarbi, critico d’arte e profondo conoscitore di Antonello da Messina, non ha dubbi sulla natura del clamoroso furto messo a segno al MuMe di Messina. Secondo il critico, la banda che si è introdotta nella struttura ha agito senza alcuna reale consapevolezza del valore inestimabile dei capolavori trafugati, credendo erroneamente di poterli piazzare sul mercato.
«Nessun mandante»
«È un furto messo a segno da ignoranti, ladri inconsapevoli del valore inestimabile delle opere e convinti di potere piazzarle sul mercato. Non ci riusciranno e, spero presto, saranno ritrovate», spiega a Il Messaggero. «Nella mia lunga esperienza non ho mai assistito a furti su commissione – aggiunge – si tratta sempre di una sopravvalutazione delle proprie capacità da parte di chi effettua il colpo e dell’inesperienza nel campo. Gente convinta di essere in grado, a saccheggio portato a termine, di potere effettuare transazioni in realtà impossibili. Pezzi come quelli di Antonello da Messina non avranno mai un acquirente, in nessuna parte del mondo».
Sull’ipotesi di un mandante precisa: «È un’ipotesi sbagliata, la pista privilegiata da seguire è quella di un errore di valutazione dei ladri. Ritengono le opere più commerciali, la loro azione è mossa dall’ignoranza: pensano di riuscire a rivenderle, tuttavia non ce la faranno». Opere difficili da nascondere però, perché rubate con le loro cornici. «Però sono di piccole dimensioni e questo agevola i malfattori. Detto questo, sottostimarne il valore economico e quindi la possibile collocazione sul mercato dimostrano la loro incoscienza», spiega.
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«Se il sistema avesse funzionato a dovere i ladri non sarebbero usciti»
Non mancano però le stoccate sui sistemi di protezione della struttura: per il critico ci sono state evidenti falle nella sicurezza, dato che i malfattori sono riusciti ad allontanarsi nonostante l’entrata in funzione degli allarmi. «Non c’è dubbio, perché se il sistema avesse funzionato a dovere i ladri non sarebbero usciti. Gli allarmi, a quanto risulta, sono scattati eppure hanno avuto il tempo di impossessarsi delle tavole e allontanarsi. Due opere, tra l’altro, sono state abbandonate nei pressi del MuMe e questa è l’ulteriore riprova del fatto che la banda si sia mossa con superficialità». Sgarbi, che nel 2003 promosse in prima persona l’acquisto della Madonna col Bambino per conto della Regione Sicilia ad un’asta di Christie’s (per 319mila sterline), ricorda la portata rivoluzionaria dell’opera per il Rinascimento italiano. Nonostante la gravità della perdita per Messina e per la Sicilia, lo studioso si dice convinto che i capolavori verranno presto recuperati.

