Il vaccino contro il melanoma fa volare il titolo di Moderna a Wall Street: come funziona e quando sarà disponibile

Il vaccino contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck ha superato con risultati positivi la fase 3 della sperimentazione clinica. Una notizia potenzialmente rivoluzionaria per il mondo della medicina e che ha mandato in estasi anche i mercati finanziari. A Wall Street, le azioni di Moderna sono arrivate a guadagnare circa il 130%, dopo un rialzo di oltre l’80% già nel premercato. Il trattamento sperimentale, chiamato Intismeran, è un vaccino personalizzato a mRNA che, somministrato insieme all’immunoterapico Keytruda, ha raggiunto entrambi gli obiettivi principali dello studio: ridurre il rischio di recidiva del melanoma e quello di diffusione del tumore ad altre parti dell’organismo.
Un vaccino costruito sul tumore del paziente
Intismeran non è un vaccino preventivo, come quelli utilizzati contro le malattie infettive. È una terapia personalizzata pensata per pazienti che hanno già avuto un melanoma e che sono stati sottoposti alla rimozione chirurgica del tumore. Il trattamento viene realizzato a partire dalle caratteristiche genetiche della massa tumorale di ciascun paziente, individuando le mutazioni che possono essere sfruttate per istruire il sistema immunitario a riconoscere e attaccare eventuali cellule tumorali rimaste nell’organismo. Nello studio di fase 3 sono stati coinvolti 1.137 pazienti ad alto rischio, con melanoma negli stadi da IIB a IV, tutti sottoposti a intervento chirurgico. Una parte ha ricevuto fino a nove dosi del vaccino personalizzato insieme a Keytruda, mentre il gruppo di controllo è stato trattato con il solo immunoterapico, per un periodo di circa un anno.
I risultati dell’ultima sperimentazione
I risultati confermano quanto emerso nella precedente sperimentazione di fase 2, quando la combinazione di Intismeran e Keytruda aveva ridotto del 49% il rischio di recidiva o morte rispetto al solo Keytruda. Le aziende sottolineano che dall’analisi intermedia della fase 3 non sono emersi nuovi problemi relativi alla sicurezza, anche se saranno necessari i dati completi dello studio per definire con maggiore precisione l’entità del beneficio e il profilo di rischio della terapia. Intanto, Moderna e Merck hanno avviato il confronto con le autorità regolatorie, con l’obiettivo di rendere il vaccino disponibile già nel 2027.
Moderna torna a correre in Borsa
La notizia ha avuto un effetto immediato sui mercati. Il titolo Moderna è arrivato a guadagnare circa il 130% a Wall Street, toccando quota 150 dollari, mentre Merck ha registrato un rialzo di oltre il 10%. Una reazione che segna una netta inversione di rotta rispetto agli ultimi anni: Moderna era arrivata a 484,47 dollari nell’agosto 2021, nel pieno dell’euforia per i vaccini anti-Covid, per poi precipitare fino a 22,28 dollari nel novembre 2025. Alla vigilia dell’annuncio sul melanoma, il titolo valeva 62,96 dollari. Anche dopo il rally, dunque, resta lontano dai massimi della pandemia. Secondo gli analisti di Barclays, il solo trattamento del melanoma potrebbe arrivare a generare circa 3 miliardi di dollari di vendite annuali entro il 2035.
Foto copertina: EPA/Caroline Blumberg

