Trump passa alle sanzioni: «Da oggi guerra economica contro l’Iran e chi lo aiuta». Axios: creato un “corridoio” Usa per il petrolio a Hormuz – La diretta

Donald Trump prova ancora una volta ad alzare i toni contro l’Iran e parla di una «guerra economica devastante», avvertendo che ci saranno conseguenze anche per chi offrirà a Teheran un’«ancora di salvezza». Il presidente ha escluso trattative diplomatiche in corso e ha ordinato al team negoziale, guidato dal vicepresidente JD Vance e dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, di sospendere i contatti dopo alcune «discussioni positive» rimaste senza esito. Secondo Axios, le forze armate Usa avrebbero creato in segreto un corridoio di navigazione nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale, per continuare a far passare milioni di barili al giorno nonostante il traffico ridotto ai minimi e gli attacchi iraniani alle navi in transito.
Teheran, secondo il Financial Times, valuterebbe di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale se Trump intensificasse lo scontro. Sul fronte economico, Washington guarderebbe alle raffinerie indipendenti cinesi, che assorbono gran parte del petrolio iraniano acquistato da Pechino, oltre l’80 per cento del totale, mentre tra le opzioni resta anche un blocco terrestre che richiederebbe la collaborazione di Iraq, Turchia, Pakistan e altri Paesi confinanti. Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha risposto duro: «Gli Stati Uniti sono in uno stato di disperazione. Se si ritirano dalla guerra, perderanno credibilità, e se continuano, si creeranno decine di problemi».
Pasdaran: «In caso di nuova guerra, le nostre armi saranno più distruttive»
«La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga i modelli impiegati nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto. Con lo scoppio di una nuova guerra, useremo armi più distruttive». Lo ha afferma il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia è riportata dalla tv di Stato iraniana Irib.
«Stiamo facendo progressi giorno dopo giorno nel campo di tutti gli armamenti e stiamo producendo armi più precise, più distruttive e tecnologicamente più avanzate – aggiunge – Se dovesse scoppiare una nuova guerra, le nostre armi sarebbero sicuramente diverse da quelle del passato; questa differenza potrebbe riflettersi nella generazione delle testate, nella precisione del colpo, nella gittata dei missili o in qualsiasi altro campo».
Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell’Iran non ha mai smesso di produrre e sviluppare armi, aggiungendo: «Facciamo progressi ogni giorno e qualsiasi possibilità in tal senso è concepibile».
Teheran: «D-Day di Trump sarà un altro fallimento»
«Il cosiddetto “D-Day economico” è un diversivo per distogliere l’attenzione dalla crisi americana – scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi – un debito senza precedenti e tassi d’interesse alle stelle. Insistere su politiche fallimentari non farà altro che portare a ulteriori sconfitte e all’inimicizia degli iraniani. Il terrorismo economico statunitense minaccia l’economia globale e la sovranità mondiale»
Trump ad Axios: «Non posso parlare» dell'attacco israeliano in Siria
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ad Axios in una telefonata di essere stato informato dell’attacco israeliano, ma non lo ha criticato. “Non posso parlarne”, ha detto. Si è rifiutato di specificare se il briefing fosse avvenuto prima o dopo l’attacco.
Israele, prosegue Axios, ha sganciato almeno otto bombe sulle piste e sugli hangar della base aerea di Abu al-Duhur, nel nord della Siria, a circa 70 chilometri dal confine turco. L’attacco ha danneggiato le piste, che erano state recentemente ricostruite. Non ci sono state vittime. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e israeliani, Israele ha comunicato all’amministrazione Trump che l’attacco mirava a impedire un rafforzamento militare turco nella base aerea.
Trump annuncia: «Da oggi guerra economica contro l'Iran»
«Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti». Lo annuncia Donald Trump su Truth avvertendo inoltre che «qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende».
«Contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro, uffici di cambio, registri navali, società di facciata: tutto questo deve cessare ora», sottolinea ancora Trump. «Sapete bene chi siete. Sarà un “D-Day economico” e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran – insiste il presidente americano – Questi fanatici sono alle corde; queste misure storiche li metteranno in ginocchio, paralizzando la loro capacità di diffondere il terrore nel mondo. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare».

