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Roger Federer torna agli Us Open: l’allenamento con Musetti e il match con Agassi e McEnroe – Il video

25 Agosto 2026 - 12:58 Matteo Revellino
«Sono nervoso, non gioco da tantissimo ma è una vera gioia»: l'ex tennista svizzero è pronto per le parite di esibizione. E dice la sua su Sinner e Alcaraz
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La fascetta tra i capelli è sempre la stessa, così come l’eleganza del rovescio a una mano che per lui «non morirà». La giornata inaugurale degli Us Open è stata catalizzata dal ritorno in campo di Roger Federer. Per lo svizzero una lunga conferenza stampa, seguita da un allenamento sull’Arthur Ashe Stadium insieme a Lorenzo Musetti. Federer tornerà in campo nella notte italiana tra martedì 25 e mercoledì 26 agosto: prima la partita contro Andy Roddick, poi il doppio che coinvolgerà anche Andre Agassi e John McEnroe. «A dire il vero, sono nervoso. Non ho giocato un set da, credo, Hurkacz a Wimbledon, saranno passati cinque anni. È una vera gioia poter tornare dove ho vissuto tanti momenti meravigliosi. I bambini stanno crescendo, quindi potranno godersi qualche partita del loro papà», ha detto la leggenda del tennis.

Musetti: «Un onore condividere il campo con il re»

Sul cemento statunitense Roger Federer ha trionfato cinque volte (consecutive) tra il 2004 e il 2008. Non gioca agli Us Open da sette anni: «Credo sia semplicemente essere riuscito a vincere cinque titoli di fila (dal 2004 al 2008). È l’ultimo Grande Slam della stagione, tutti vogliono vincerlo a tutti i costi, tutti sanno giocare sui campi in cemento, e con l’umidità, il vento e tutte queste differenze da un anno all’altro, è molto difficile. Quindi, ripensandoci, è incredibile». Nella notte italiana tra il 23 e il 24 agosto, il tennista elvetico si è allenato con Lorenzo Musetti, uno dei tanti giocatori con il suo mito, da cui ha proprio ereditato il rovescio a una mano. «Un onore condividere il campo con il re», ha scritto Musetti sui social.

Il carrarese è uno degli ultimi giocatori a tirare di rovescio con una sola mano, in un circuito caratterizzato sempre di più dal rovescio a due mani. Spetterà, tra gli altri, proprio a Musetti difendere quel colpo: non è mai capitato che un tennista con il rovescio a una mano non arrivasse in semifinale di neanche uno Slam in un anno solare. Nessuno ci è riuscito agli Australian Open, al Roland Garros o a Wimbledon. Gli Us Open sono l’ultima possibilità per non scrivere una nuova pagina del tennis.

Federer: «Alcaraz e Sinner? Importante stabilire delle priorità»

Gli Us Open sono pronti a riaccogliere Carlos Alcaraz dopo oltre 100 giorni senza partite: l’ultima risale al 14 aprile. Chi si aspettava un duello con Jannik Sinner però dovrà aspettare. L’azzurro è fermo per un problema al ginocchio ed è in cura presso il J Medical di Torino. Due infortuni diversi, il polso per lo spagnolo e il ginocchio per il numero uno al mondo, su cui si è espresso Federer in conferenza stampa: «Ogni infortunio è diverso, no? Per alcuni è sfortuna. Altri magari derivano dal fatto che hai spinto un po’ troppo e poi ti è capitato qualcosa, oppure sono l’accumulo di tante cose. Non lo so. Non conosco la gravità della situazione né come sia successo tutto, ma ovviamente il momento peggiore in cui subire un infortunio è subito prima del Roland Garros, e poi finisci per saltare quello e Wimbledon. E ovviamente poi è una lotta anche per arrivare pronto allo US Open, lo abbiamo visto con Carlos».

Dall’alto della sua ultradecennale carriera, Federer poi dà un consiglio: «Ho sempre cercato di organizzare bene il calendario, assicurandomi di avere abbastanza pause, ma è più facile a dirsi che a farsi. Anch’io ho corso molti rischi, magari aggiungendo un paio di tornei in più rispetto a quelli che avrei dovuto giocare, ma in qualche modo sono riuscito ad arrivare in fondo. Quindi penso che sia importante anche stabilire delle priorità. Per qualcuno può essere lo swing americano qui, per gli australiani l’Australia. Ognuno ha momenti diversi dell’anno in cui vuole raggiungere il picco, perché chiaramente non puoi essere al massimo 20 volte all’anno», conclude lo svizzero.

Federer: «Non torno come Serena Williams»

È invece categorico Federer su un possibile ritorno in campo da professionista a 45 anni, quello che Serena Williams ha fatto a Wimbledon. Il 20 volte campione Slam chiude tutte le porte: «No, no, no, assolutamente no. Grazie per la domanda. Mi aspettavo che me lo chiedessero, ma sono contento di poter chiarire nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi». Ma se potesse giocare una partita a questi Us Open, Federer saprebbe benissimo chi vorrebbe trovare dall’altra parte della rete: «Alcaraz. È bello che sia tornato in tempo per giocare qui», ha detto lo svizzero in conferenza stampa.

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