«Chi studia poco vota a destra». L’ira di Meloni su Bonaccini: «È il tuo Pd che ha fallito» – Il video

Parlando a margine di un’iniziativa del Pd ad Albenga, il presidente del partito Stefano Bonaccini ha sottolineato la necessità per il campo largo di tornare a parlare alle classi popolari. Ma riferendosi agli elettori di Meloni, Salvini e Vannacci ha consegnato ai microfoni di IVG considerazioni assai scivolose: «È il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente». Secondo il presidente del Pd, negli ultimi 10-15 anni la perdita di posti di lavoro, le difficoltà economiche e il calo demografico hanno cambiato profondamente il quadro sociale e politico: chi sta peggio, rischia di ascoltare un po’ in tutta Europa chi «parla alla pancia della gente».
Il voto delle periferie
Secondo il presidente del Pd, il problema riguarda gran parte dell’Occidente e si ritrova in Paesi diversi, dalla doppia elezione di Donald Trump al referendum sulla Brexit, fino alla crescita delle destre europee, che potrebbe portare alla guida della Francia Marine Le Pen. Per l’Italia ha citato il consenso ottenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Vannacci, sostenendo che la risposta della sinistra debba partire dai problemi concreti di chi sta peggio. «Dobbiamo occuparci un po’ di più del tema dei diritti sociali», ha detto, indicando lavoro, istruzione e sanità tra i temi su cui il campo largo dovrebbe puntare nel 2027.
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L’affondo di Giorgia Meloni
Le dichiarazioni di Bonaccini sono state riprese e rilanciate da Giorgia Meloni, che gli ha risposto piccata sui social. «In una illuminata lezione, Stefano Bonaccini, Presidente del Partito Democratico, ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco. L’abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare», scrive sui social la premier. «Forse Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza».
La replica di Bonaccini
«Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo. Io dicevo che negli ultimi dieci anni in Occidente, ogni volta che si è votato, e spesso ha vinto la destra, dal primo al secondo Trump, alla Brexit, alla Le Pen, al voto alla destra in Italia, la destra ha preso un voto non di tutti, ma maggioritario, se scorporiamo, tra coloro che hanno un po’ meno titoli di studio, tra chi sta peggio economicamente e tra chi vive nelle aree interne, nelle campagne, nelle periferie delle città. Questo è accaduto, scorporando il voto, ci sono le analisi, gli studi. Il che non vuol dire che non ci siano plurilaureati che votano la Lega, Fratelli d’Italia o Vannacci. Ma io l’ho detto come problema per la sinistra». Così Stefano Bonaccini intervenendo a “Coffee Break” su La7 ha replicato all’attacco di Giorgia Meloni

