Alluvione tra Tibet e Nepal, peggiora il bilancio: oltre 675 morti. Si cercano Marco Ratto, Patrizia Marziale e Luca Barachini – La diretta

Il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni in Nepal e Tibet è salito a 675 morti e oltre 2.300 feriti. Lo riferisce la polizia nepalese sui propri canali social. Cresce anche il numero dei dispersi: secondo le autorità locali sono almeno 2.426. Secondo l’ultimo report del ministero della Cultura nepаlese ci sono anche i tre italiani, il gioielliere di Rapallo Marco Ratto e una coppia italosvizzera, Patrizia Marziale e Luca Barachini, di cui da giorni non si hanno notizie. Chi è sopravvissuto, come Valentina Piccinini, racconta l’inferno: «Abbiamo visto una enorme nube marrone che veniva verso di noi e abbiamo sentito un boato immenso – racconta a Repubblica – Ho ancora quel rumore nelle orecchie». «Sentivo urlare il mio nome ma in quel momento – spiega – vedevo solo la nube marrone che mi veniva addosso». Tutti gli aggiornamenti ora per ora.
Sale a 675 il bilancio delle vittime delle alluvioni in Nepal
Le devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal questa settimana vicino al confine con il Tibet hanno causato almeno 675 morti, secondo quanto dichiarato dall’Autorità per la gestione delle emergenze. I media statali cinesi avevano precedentemente confermato sette morti in Tibet a seguito del disastro di mercoledì, portando il totale delle vittime a 682.
Rientrati in Italia dal Nepal i due turisti bresciani rimasti bloccati
Sono atterrati all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle violente alluvioni e delle frane che hanno colpito il Paese. Dopo giorni segnati dalle difficoltà negli spostmenti, i due sono riusciti a raggiungere Kathmandu e da lì a intraprendere il viaggio di ritorno. «Siamo sani e salvi, l’importante è quello. Ma il pensiero va alla gente ancora isolata o sotto il fango, la concentrazione di tutti deve andare a loro», hanno detto appena atterrati.
Al Nepal serviranno tra i 4 e i 5 miliardi di dollari
Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Swarnim Wagle, secondo quanto riportato dai media nepalesi. Wagle ha precisato che si tratta di una stima iniziale, mentre è ancora in corso la valutazione dei danni.
Il governo apre agli aiuti esteri per le operazioni di soccorso
Sotto il peso delle pressioni internazionali, il governo del Nepal ha rivisto la propria posizione e consentirà l’ingresso di esperti e squadre esterne per le operazioni di ricerca e soccorso.
Il ministro degli Esteri Shisir Khanal ha precisato che il personale internazionale affiancherà i soccorritori locali anche nella complessa identificazione delle salme. Nel frattempo, l’USGS ha chiarito la dinamica del disastro: a scatenare la tremenda ondata nel fiume Bhote Koshi non è stato un sisma, bensì il collasso di un ghiacciaio, la cui enorme scossa è stata inizialmente scambiata per un terremoto.
Centinaia di operai bloccati in una galleria
I soccorritori nepalesi stanno tentando di liberare oltre cento operai intrappolati in un tunnel nel cantiere della diga idroelettrica di Trishuli, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. Sul posto due elicotteri. Il portavoce dell’esercito, Raja Ram Basnet, precisa che 350 operai e residenti locali sono già stati evacuati «in condizioni molto rischiose, rese difficili dal maltempo e dalle inondazioni».

