L’esercito Usa avverte Trump: «Sforzo militare in Iran insostenibile, così l’America sarà più debole»

L’attuale dispiego di forze militari Usa in Medio Oriente per affrontare la crisi in Iran è insostenibile nel medio periodo e rischia di indebolire la capacità dell’America di far fronte ad altre minacce alla sua sicurezza, nel mondo o perfino entro i suoi stessi confini. È l’avvertimento dato al segretario alla Guerra Pete Hegseth da alcuni tra i principali comandanti dell’esercito Usa, secondo quanto svelato dal Washington Post. Esaurito il termine di 60 giorni per consolidare il Memorandum siglato con Teheran, la situazione nel Golfo resta appesa a un filo, e Donald Trump in questo contesto si tiene aperte tutte le opzioni, compresa quella di una ripresa della guerra. Per questo, sul piano operativo, il comando centrale Usa ha mantenuto una forza di oltre 50mila soldati in allerta nel caso dalla Casa Bianca dovesse arrivare l’ordine di tornare ad attaccare l’Iran.
L’ordine di Hegseth e le preoccupazioni dell’esercito Usa
Nel “libro degli ordini” del Pentagono (Secretary of Defense Orders Book) di metà agosto, Hegseth ha ordinato dunque di mantenere parte delle truppe attualmente in Medio Oriente stazionate fino a settembre, e un’altra parte anche nel 2027. Una decisione che, secondo le confidenze anonime raccolte dal Post nei ranghi dell’esercito, avrebbe provocato l’opposizione di alcuni dei suoi più alti dirigenti. I capi dei comandi delle forze Usa in Europa e nel Pacifico e l’ammiraglio capo della Marina sarebbero tra i responsabili di vertice ad aver opposto all’ordine di Hegsteh un franco non-concur, l’espressione che nel gergo militare Usa indica la non condivisione di una scelta operativa, che pure viene eseguita in ossequio alle gerarchie. Che i comandanti discutano apertamente dei rischi e delle opzioni strategiche è normale, ma secondo una fonte del Post generali e ammiragli Usa sarebbero stati più espliciti che mai nello spiegare a Hegseth – affinché Trump intenda – che il dispiego delle attuali forze Usa in Medio Oriente rischia di indebolire la postura globale dell’America.

