Iran, Rubio chiede agli alleati di fermare gli attacchi. Netanyahu: «Impossibile fare un accordo con quei selvaggi» – La diretta

Gli Stati Uniti puntano sull’assedio economico per convincere la leadership iraniana ad accettare l’accordo proposto da Washington. Le sanzioni minacciate da Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, non sembrano aver scoraggiato il regime di Teheran. E persino la Cina, alleata dell’Iran, scommette su un bluff della Casa Bianca e conferma di non avere alcuna intenzione di interrompere i suoi rapporti commerciali con la repubblica islamica. L’amministrazione Trump, però, sembra avere fiducia nel piano. E proprio nelle scorse ore, il segretario di Stato Marco Rubio ha chiesto agli alleati di interrompere gli attacchi.
Netanyahu sull'Iran: «Impossibile un accordo con quei selvaggi»
Non è possibile alcun accordo diplomatico con «quei selvaggi» in Iran. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha poi spiegato di aver evidenziato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, le possibili opzioni, compresa quella di raggiungere un’intesa con Teheran. «Non abbiamo obiezioni a un buon accordo», ha affermato il primo ministro israeliano, precisando tuttavia di dubitare della possibilità di arrivare a un’intesa con l’attuale leadership degli ayatollah.
Media: sulla tv iraniana minacce di morte a Barron Trump
Il Secret Service statunitense afferma di essere a conoscenza di un video trasmesso dall’emittente statale iraniana che sembra minacciare la vita di Barron Trump, il figlio minore del presidente Donald Trump. Lo scrive la Cnn. I media iraniani più intransigenti hanno ripetutamente diffuso contenuti che minacciano la vita del presidente Trump e della sua famiglia in seguito all’assassinio dell’ex Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e di molti membri della sua famiglia all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, a febbraio. Sebbene in passato ci siano state minacce alla first lady Melania Trump, questa sembra essere la prima volta che il figlio Barron viene pubblicamente preso di mira. Il video, della durata di quasi tre minuti, inizia con una scritta in inglese che recita: “Dove uccidere Barron Trump?!” Il video presenta una grafica stilizzata che mostra i luoghi frequentati dal giovane Trump, tra cui la Trump Tower di New York, ed è stato trasmesso nel fine settimana dall’emittente statale iraniana Irib.
Media: l'Iran voleva uccidere in Florida il figlio di Netanyahu
Yair Netanyahu, 35 anni, figlio del premier israeliano, sarebbe stato bersaglio di un complotto iraniano per assassinarlo mentre si trovava in Florida. La notizia è pubblicata dai media israeliani. Il Times of Israel cita il sito statunitense di destra Newsmax, che a sua volta riporta una fonte delle forze dell’ordine statunitensi. La notizia giunge il giorno dopo che Netanyahu, in un’intervista telefonica con Channel 14, aveva dichiarato: «L’Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L’Iran ha cercato di uccidere, di assassinare uno dei miei figli». Non ha specificato quale dei suoi due figli fosse il bersaglio, né ha fornito ulteriori dettagli sul complotto, ma la fonte di Newsmax afferma che l’intelligence israeliana aveva appreso lo scorso dicembre che l’Iran stava pianificando di uccidere Yair in Florida.
Teheran: non ci fidiamo degli Usa
Al comandante dell’esercito pakistano, Asim Munir, che ieri ha visitato Teheran per colloqui, «abbiamo detto che non ci fidiamo degli Usa, che non siamo noi ad aver violato l’accordo e che se gli americani sono interessati ad aprire lo Stretto di Hormuz, devono rispettare le condizioni dell’Iran nell’accordo». Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dall’agenzia Fars.
Axios: «Rubio ha detto agli alleati di fermare nuovi attacchi»
Il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha comunicato negli ultimi giorni a diversi omologhi stranieri che, «per il momento», gli Stati Uniti non prevedono di lanciare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo riferiscono ad Axios un funzionario statunitense e una seconda fonte a conoscenza della questione. Rubio avrebbe spiegato che Washington intende concentrarsi su altri strumenti di pressione, tra cui la nuova iniziativa sulle sanzioni annunciata questa settimana.

