Gli Usa lanciano il piano per «soffocare» l’Iran. Raffica di sanzioni a chi aiuta il regime: «Nessuno escluso, neanche la Cina»

«Operation Economic Outcast», vale a dire «Operazione reietto economico». È questo il nome assegnato dal governo americano al piano con cui Washington intende soffocare l’economia iraniana e portare il regime al collasso. «Il nostro obiettivo è tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime. Bloccheremo ogni potenziale fonte di entrate», ha spiegato Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, descrivendo il nuovo piano come «la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario».
L’obiettivo numero uno: isolare Teheran dal resto del mondo
Per mettere in ginocchio l’economia di Teheran, gli Stati Uniti puntano innanzitutto su una strada: convincere il resto del mondo a tagliare ogni relazione commerciale con la repubblica islamica. «Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano. Non mettete alla prova la nostra determinazione. Il presidente sta già contattando i leader mondiali, avanzando richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con l’Iran», ha avvertito ancora Bessent.
Le sanzioni secondarie contro l’Iran e i suoi alleati
Ma il piano di Washington per indebolire Teheran poggia anche su un altro pilastro: le sanzioni secondarie, ossia quelle che colpiscono aziende e governi che collaborino con il regime iraniano. Da questa settimana, gli Stati Uniti hanno ampliato la portata di queste sanzioni includendo cinque settori chiave: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Comparti che, secondo l’intelligence americana, permettono agli ayatollah di sostenere la propria economia in crisi. «Nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane», ha scandito Bessent, precisando che anche la Cina potrebbe essere colpita. «Coloro che si legano al regime iraniano – ha aggiunto il segretario al Tesoro – devono aspettarsi di condividere l’isolamento di un regime in declino».
Teheran non si scoraggia: «Contrasteremo le sanzioni»
La campagna di «massima pressione» americana arriva mentre i negoziati tra Washington e Teheran sembrano aver raggiunto una fase di stallo. In ogni caso, l’operazione annunciata oggi da Bessent non sembra spaventare Teheran, secondo cui questa offensiva altro non è che un’ammissione di sconfitta. «Useremo tutte le nostre risorse per contrastare le sanzioni economiche», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei. Le sanzioni occidentali hanno schiacciato per anni l’economia iraniana, causando un balzo dell’inflazione e una crisi del mercato del lavoro che hanno contribuito a innescare le proteste di massa contro il governo all’inizio di quest’anno.
Foto copertina: EPA/Shawn Thew | Scott Bessent, segretario americano al Tesoro

