Iran, tregua scaduta. Financial Times: «Teheran valuta attacchi alle basi Usa in Europa». Crosetto: «Non diamo spunti» – La diretta

Con la fine della tregua e del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, si riaccendono le tensioni in Medio Oriente. Nonostante le smentite di Teheran, sono ripresi gli attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti, mentre l’aviazione israeliana ha colpito la periferia di Qantara, in Libano. Nel frattempo, l’Iran sembra perdere il controllo dello Stretto di Hormuz: oltre l’80% delle navi utilizza ora la rotta omanita scortata dalle forze navali statunitensi, privando il regime dei proventi dei pedaggi marittimi.
L’indiscrezione del Financial Times
Secondo fonti citate dal Financial Times, Teheran starebbe valutando ritorsioni contro obiettivi militari statunitensi nell’Europa sud-orientale in caso di un’escalation promossa da Donald Trump. Tra i potenziali bersagli la Bulgaria, in particolare la base aerea di Bezmer, recentemente autorizzata al rifornimento in volo dei velivoli USA. Altro obiettivo è Cipro: già teatro a marzo di un attacco con drone contro una base britannica.
Le reazioni di Italia e NATO
Interpellato sull’ipotesi di attacchi in Europa, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha commentato: «La tattica iraniana è portare il caos anche in nazioni estranee al conflitto. Con questa logica nulla è precluso, ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti». Dalla NATO arrivano rassicurazioni sulla tenuta del sistema difensivo: un funzionario dell’Alleanza ha ricordato come lo scudo aereo abbia già intercettato con successo quattro missili balistici iraniani diretti verso la Turchia, confermando che la postura di deterrenza dell’organizzazione resta solida e pronta a proteggere tutti i Paesi alleati.
Trump: «Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre all'Iran»
«Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre contro l’Iran». Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. «Nel frattempo lo stretto di Hormuz è aperto. Ma non sarà più importante come prima. Ci sono alternative», ha aggiunto il presidente americano citando il petrolio del Texas e della Louisiana.
Trump vuole 'soffocare' il regime iraniano
Gli Stati Uniti si apprestano a varare misure senza precedenti contro l’Iran, in un cambio di strategia che prevede il passaggio dall’obiettivo di “colpirlo duramente il prima possibile» attraverso l’azione militare, a quello più articolato di «soffocarlo gradualmente», grazie a un embargo che strozzi economia e sistema finanziario di Teheran. Una manovra a tenaglia, combinata con il blocco navale militare degli Usa in vigore verso i porti iraniani lungo e oltre lo Stretto di Hormuz, a cui il presidente Donald Trump sta lavorando dopo aver ordinato agli alti funzionari della sua amministrazione di interrompere tutti i colloqui con la Repubblica islamica.
Ghalibaf: «Gli Usa sono disperati»
Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che gli Stati Uniti si trovano di fronte a un dilemma riguardo alla guerra, affermando che un ritiro danneggerebbe la loro credibilità, mentre proseguirla creerebbe ulteriori problemi. «Gli Stati Uniti sono in uno stato di disperazione. Se si ritirano dalla guerra, perderanno credibilità, e se continuano, si creeranno decine di problemi», ha dichiarato Ghalibaf durante una visita in Iraq, , secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna e ripreso da Iran International. Ghalibaf ha anche affermato che i problemi regionali si attenuerebbero se Washington ponesse fine ai suoi interventi.
Trump: «Abbiamo il completo controllo di Hormuz»
«La scorsa notte sono transitate molte navi nello stretto». Lo ha detto Donald Trump riguardo al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. «Abbiamo il possesso, il completo controllo dello stretto», ha affermato il presidente Usa parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Hamas: «Netanyahu mina gli sforzi dei mediatori»
«La tempistica del massacro di oggi contro la stazione di polizia di Gaza City, che ha causato 9 morti, giunge dopo recenti incontri e comunicazioni con mediatori e garanti, nonché dopo gli incontri con l’inviato statunitense Jared Kushner e gli sforzi compiuti per promuovere l’attuazione dell’accordo e completare la roadmap. Ciò conferma che il governo di Netanyahu sta deliberatamente minando questi sforzi». Lo dichiara Hamas in una nota
Ghalibaf: «Gli Usa stanno cercando uscita onorevole»
Gli Stati Uniti starebbero cercando «un’uscita onorevole» dal Medio Oriente di fronte al progressivo declino della loro influenza nell’area. A dichiararlo è il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, delineando quello che definisce l’emergere di un «nuovo ordine regionale».
In un post pubblicato su X, il vertice dell’assemblea di Teheran ha tributato il presunto cambio di equilibri alla memoria di Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis, i due alti ufficiali uccisi nel 2020 da un raid statunitense a Baghdad: «Questo è il frutto della vostra lotta e del vostro sangue benedetto», ha scritto Ghalibaf. Secondo l’esponente politico iraniano, l’ingerenza delle potenze straniere nella regione starebbe rapidamente svanendo, mentre il progetto israeliano “dal fiume al mare” sarebbe oramai diventato «un’illusione».
«Nato pronta ad affrontare qualsiasi minaccia»
«Come dimostrato all’inizio di quest’anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo, in quattro occasioni distinte, missili balistici diretti in Turchia dall’Iran, la nostra capacità di deterrenza e difesa è solida ed efficace. La Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli Alleati», ha dichiarato alle agenzie un funzionario della Nato.

