Trump e la risposta shock sulla USS Lincoln con i marinai allo stremo: «Nove mesi in mare? Semmai non sono abbastanza»

I nove mesi trascorsi in mare dalla portaerei USS Abraham Lincoln «non sono troppi», almeno secondo Donald Trump. Il presidente statunitense ha liquidato così le polemiche sulle condizioni dell’equipaggio impiegato nella campagna militare contro l’Iran. «Il dispiegamento non è troppo lungo. Semmai non è lungo abbastanza…», ha commentato il tycoon. Battuta che stride con la gravità delle testimonianze arrivate dalla nave, dove 5mila marinai stanno facendo i conti con carenze di cibo e sapone, guasti strutturali, turni estenuanti e un logoramento psicologico sempre più evidente.
I tentativi di suicidio a bordo
Sulla situazione sono intervenuti duramente anche i Democratici al Congresso. Diversi parlamentari, tra cui i senatori Richard Blumenthal e Ruben Gallego, hanno preteso spiegazioni immediate dal Pentagono sulla crisi in corso, denunciando anche i tentativi di suicidio di alcuni marinai che hanno cercato di lanciarsi fuoribordo.
La USS George Washington è pronta a sostituire la Lincoln
Nonostante la linea sprezzante esibita da Trump, gli Stati Uniti si preparano comunque a inviare la USS George Washington in Medio Oriente per sostituire la Lincoln. Secondo quanto riferito qualche giorno fa dal Wall Street Journal, si tratta di un cambio già previsto nell’ambito di un piano di rotazione e non di una decisione presa in risposta alle polemiche. Il presidente statunitense ha confermato che la George Washington sta arrivando per dare il cambio alla Lincoln, senza indicare una data precisa per il rientro dell’equipaggio.

