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Mirella Gregori: c’è un sotterraneo murato e un’uscita secondaria nel bar dell’ultimo avvistamento

03 Settembre 2026 - 20:32 Alba Romano
mirella gregori
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Sotto l'ex bar "Baffo" in via Nomentana emerge un grande locale sotterraneo finora mai censito. La scoperta del Corriere
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Una svolta nell’enigma della scomparsa di Mirella Gregori, la quindicenne romana svanita nel nulla il 7 maggio 1983, arriva da un’ispezione condotta dal Corriere della Sera. Sotto i locali dell’ex bar “Italia” (noto come bar “Baffo”) in via Nomentana 81 – luogo in cui la ragazza fu vista viva per l’ultima volta insieme all’amica Sonia De Vito – si celano ambienti finora mai emersi negli atti ufficiali. Sotto il pavimento dell’esercizio commerciale esiste un vasto ambiente interrato lungo circa 25 metri e largo fino a 4 metri, privo di finestre. La botola d’accesso originale è stata murata con del cemento in anni recenti. Non solo, nel locale era presente – ed è tuttora esistente – una porta secondaria sul retro che immette in una chiostrina interna (collegata al civico 77), creando una via d’uscita alternativa al marciapiede principale di via Nomentana.

I riscontri con la Commissione d’Inchiesta

I rilievi smentiscono le mappe catastali presentate la scorsa primavera alla Commissione parlamentare d’inchiesta dal Settore servizi catastali della Direzione centrale, che aveva escluso la presenza di locali seminterrati e non aveva chiarito la presenza della seconda uscita. Gli accertamenti documentali inviati all’Archivio di Stato dai ricercatori Rossella Pera e Gianluca Lulli confermano invece che l’immobile fu edificato a fine Ottocento comprensivo di livelli sotterranei destinati alle cantine.

I nuovi dettagli rafforzano l’ipotesi del «delitto a chilometro zero», caldeggiata dal legale della famiglia Gregori: l’aggressione o il sequestro potrebbero essersi consumati all’interno o nelle immediate vicinanze del locale, sfruttando gli spazi ciechi dell’edificio per occultare la giovane o facilitarne la scomparsa.

Quelle risposte mai arrivate

Quando furono presentate quelle mappe catastali, riporta oggi Il Corriere, la commissione d’inchiesta parlamentare rivolse al dirigente capo del Settore servizi catastali della Direzione centrale essenzialmente due domande. Il presidente della Commissione, il senatore Andrea De Priamo (poi dimessosi), chiese: «Al civico 81, è stata evidenziata o no la presenza di locali e cantine sotterranei?». E poi: «Ma andando fino in fondo, il locale è cieco o ci sono due uscite?». Su entrambi gli aspetti non ci sarebbe stata abbastanza chiarezza.

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