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Caso Ranucci, gli inviati di Report: «Abbiamo aperto un canale con la Rai, vedremo». All’incontro con Corsini assenti i neo conduttori

02 Settembre 2026 - 18:26 Stefania Carboni
giulia presutti daniele piervincenzi
giulia presutti daniele piervincenzi
Intanto i legali dell'ex conduttore Ranucci insistono: «Viale Mazzini non vuole fornire le ragioni della sua rimozione»
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«L’obiettivo è andare in onda l’8 novembre con la consueta autonomia e indipendenza, che non è cosa da poco». Queste le parole di Danilo Procaccianti, uno degli inviati esterni di Report, parlando con i cronisti fuori dalla sede Rai di Via Teulada al termine dell’incontro tra la redazione del programma e il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini, dopo la rimozione dalla trasmissione di Sigfrido Ranucci, con la nomina di Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti alla conduzione al suo posto. «Abbiamo aperto un canale di comunicazione con l’azienda, per me è positivo – ha aggiunto – I conduttori? Non si è parlato di nomi, non abbiamo voluto parlare di nomi perché per noi Report deve andare in onda con la consueta autonomia e indipendenza e deve andare in onda l’8 novembre. La squadra è disponibile a questo, abbiamo dialogato positivamente con l’azienda».

Un incontro senza i neo conduttori

Procaccianti ha spiegato che i due giornalisti indicati dalla Rai per la co-conduzione “«non erano presenti all’incontro». «Era una assemblea per capire il tipo di relazione, non un incontro di trattativa. Non si è parlato di nomi né di modalità, si è parlato dell’autonomia e dell’indipendenza di Report – ha concluso – Ci siamo dati del tempo, tra 12-24 ore ne riparleremo». E sempre a via Teulada, anche se non ammessi in riunione, erano presenti anche i neo conduttori: Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti. Intercettati ai tornelli Piervincenzi ha detto che purtroppo non c’è stato un incontro con la squadra di Report. E che lo starebbero chiedendo.

Intanto i legali di Ranucci insistono

Si inasprisce lo scontro tra la Rai e Sigfrido Ranucci dopo la decisione dell’azienda di sollevare il giornalista dalla conduzione e dall’incarico di caporedattore di Report. Al centro della vertenza ci sono le motivazioni alla base del provvedimento, che la difesa del conduttore giudica «generiche» e «prive di concreti riscontri fattuali». «La Rai, dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di “continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità” ha comunicato in data odierna che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto con il provvedimento assunto nei confronti del Ranucci», spiega il legale Roberto De Vita. «Qualora vi fossero stati fatti concreti, non avrebbe avuto difficoltà a rappresentarli – prosegue l’avvocato -. Si tratta, a tutta evidenza, della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili. Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica». E mentre Viale Mazzini ha già delineato il nuovo assetto della trasmissione, la difesa di Ranucci ha avviato l’iter per rivolgersi al Giudice del Lavoro, chiedendo il reintegro del giornalista e contestando sia la legittimità formale sia quella sostanziale della delibera adottata dall’azienda.

Foto copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Sigfrido Ranucci durante il suo spettacolo “Diario di un trapezista” a Cerveteri, Roma, 25 agosto 2026

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