Vannacci, la Procura militare di Roma avvia degli accertamenti su chi aderisce a Futuro Nazionale. Crosetto: «Non è una indagine»
La Procura militare di Roma ha avviato «accertamenti preliminari» sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate in Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci. Nello specifico tutto è partito da un esposto presentato dal Sindacato dei Militari nei confronti del generale Roberto Vanacci, presidente di Futuro Nazionale, del coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini e in cui si ipotizza la ricostituzione del partito fascista con la violazione della legge Scelba. Lo stesso esposto è stato inoltrato, secondo quanto apprende Ansa, anche alla procura ordinaria di Roma. Il generale ha ripreso la nota della Procura sui social attaccando la stampa e gli avversari politici: «Ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi?».
L’obiettivo dei pm
L’attività della Procura con le stellette «è in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate – spiega il procuratore in una nota – all’interno della struttura organizzativa “Futuro Nazionale”. Obiettivo dei pm è verificare «l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare».
Il ministro Crosetto garantista sulla vicenda
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato al garantismo: «Trovo profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare in un’indagine per ricostituzione del partito fascista. Non difendo Vannacci, ma il principio che le persone non si condannano sui media». L’avvocato di Vannacci, Giorgio Carta, ha ribadito la totale serenità del suo assistito, escludendo rilevanze penali e ipotizzando al massimo un eventuale piano disciplinare.
Foto copertina: ANSA/FABIO CIMAGLIA | Roberto Vannacci durante la conferenza stampa di Futuro Nazionale, 05 agosto 2026

